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10 dicembre 2012

Fic in corso: Cap. 45

Uhm, siamo a pochi giorni dal natale... che angoscia! L'unica cosa che mi mette di buon umore è la neve! Ma ha nevicato una miseria T.T Non dico di volere una tonnellata, ci sarebbe il panico per muoversi, ma giusto la quantità per fare una palla di neve XD Ogni anno aspetto di poter giocare con la neve, ma per un motivo o l'altro perdo l'occasione T_T Sì, lo so, mi comporto ancora come una bambina di fronte alla neve ^_^'
Ma passiamo ad altro...questo capitolo segue il precedente, ma sposterà l'attenzione su altri personaggi per andare a curiosare sui fatti del passato e magari dare qualche informazione in più. Un capitolo più lungo del solito tot di pagine e che avevo in testa da un sacco di tempo, ma non sapevo dove inserirlo e se inserirlo.
Anche se non segue le vicende del Contest, leggetelo comunque eh! Nel prossimo capitolo proseguiremo con le vicende di Ash e il Team Luce. A quando il prossimo capitolo? Uhm, bella domanda. Certo è che nel capitolo 46 ci saranno cambiamenti (ma l'avevo già detto prima?) e quindi mi ci vorrà un po' per sistemare il tutto.

Cosa vi serve sapere prima di leggere: Misty e George una volta scappati da Cerulean City si rivolgono all'unica insegnante che sanno potrà farli diventare forti, Ivi. Ma questa donna che vive in solitario in un luogo nascosto da montagne, non è certo comprensiva con i due ragazzi e già da subito si trova in contrasto con Misty. Nonostante le loro suppliche, Ivi si rifiuta di farli da insegnante, ma qualcosa nelle parole e nella determinazione di Misty le fa cambiare idea. Segue un periodo di duro allenamento, ogni tanto allietato dalla presenza di un amico di Ivi, Samuel.
La ragazzina torna più volte da Ivi con persone nuove al suo seguito, ma senza più George.
E nel loro ultimo incontro, Ivi le annuncia che non sarà più la sua insegnante, in seguito ai fatti che hanno fatto usare due volte la tecnica del ghiaccio a Misty e che le hanno creato un conflitto con il suo elemento.
Mentre Misty lotta per non perdere del tutto il suo elemento e i suoi amici, Ivi decide finalmente di affrontare il suo passato. Un passato che si ripresenta attraverso ricordi e lettere.


BLUE BIRD ILLUSION
Cap. 45



  • Ivi, dove stai andando?- sussultò, ma si tranquillizzò quando vide un volto conosciuto.
  • Mi hai spaventato- disse lei scocciata e sistemandosi lo zainetto- Credevo che mi avessero già scoperto.
  • Non cambiare discorso. Dove stai andando?
  • E a te cosa importa?
  • Sono preoccupato per te!- disse lui offeso- È dalla morte di tua madre che ogni tanto scompari... E ora ti vedo intenta andare nei boschi. Lo sai che è proibito per noi allontanarci.
  • Sì genio, lo so- fece un salto e grazie all'aiuto di un turbolino d'acqua si spinse oltre il muro- Vado solo ad allenarmi.
  • È pericolo. E se ti scopre qualcuno?- gli gridò dall'altra parte.
  • Non sono sola.
Poi vide il bambino saltare il muro con la stessa tecnica e atterrare accanto a lei con una agilità sorprendente. Logico, lui era il migliore della scuola, teneva testa anche a quelli più grandi. Ma Ivi non era meno di lui, non aveva rivali, seppure le fosse vietato combattere ai tornei.
  • Vengo con te- disse lui serio.
Lei brontolò. Erano amici da anni, ma era un po' troppo protettivo con lei, e lei odiava che qualcuno dovesse prendersi cura di lei solo perché era una femmina.
  • Sicuro? Non pensi che avrai più problemi tu, se trasgredisci le regole?- fece lei sarcastica.
  • Questo è affare mio- disse lui sicuro di sé.
  • D'accordo- si arrese- Se manterrai il segreto, ti farò conoscere una persona.
Lui la guardò confuso, ma un po' intrigato. Annuì.
Ivi sapeva che Kyo non era il tipo da fare la spia, quindi non aggiunse altro.
Camminarono in direzione del bosco e addentrandosi dentro la vegetazione. Si fermarono in una piazzola spiana, circondata da qualche alto albero e un laghetto.

  • Kasu!- gridò d'improvviso Ivi. Kyo si guardò intorno incuriosito.
Dal laghetto uscì una sfera d'acqua, al cui interno c'era una persona. Kyo rimase senza parole guardando la scena, mentre Ivi sorrise soltanto.
La bolla si sollevò lentamente dal livello dell'acqua, ma qualcosa non andò nel verso giusto ed esplose da sola, la persona precipitò nell'acqua, per riemergere subito dopo e sputare l'acqua.

  • Bel tentativo Kasu- disse Ivi, dandole una mano ad uscire.
  • È come la quarta volta che ci provo- si lamentò- Eppure quel Seaking ci riesce così bene...- poi notò la presenza del ragazzino che la fissava.
  • È Kyo- spiegò Ivi- Ricordi? Te ne avevo già parlato. È il nipote del re di Cerulean.
  • Oh- lei sembrò leggermente a disagio, era zuppa d'acqua fino ai piedi e aveva i capelli più in disordine del solito- Ehm, ciao.
  • Ciao- Kyo salutò cortesemente.
Ivi li osservò, per un istante le era sembrato scattare qualche scintilla fra i due, ma le sembrò assurdo.
Davanti ad un piccolo falò le due ragazzine raccontarono come si erano conosciute e che da quel momento si erano sempre allenate insieme.

  • Perché lo fate?- chiese infine Kyo- Intendo tutto questo...sapete che le femmine non possono partecipare ad incontri veri e propri.
  • E a te sembra giusto che solo voi possiate combattere?- disse Ivi risentita.
  • No, però perché mettervi in pericolo?
  • È la nostra natura- disse Kasumi- Voi non sentite l'impulso di mettervi in gioco, di provare ad arrivare al limite, di sperimentare nuove tecniche? Noi non combattiamo per fare del male, ma per proteggere un giorno le persone che vogliamo bene. Non siamo diversi in questo, no?
  • Esatto- annuì Ivi- Quindi perché proibirci di fare qualcosa che è nella nostra natura?
Kyo scosse la testa e sospirò.
  • Mio nonno ha creato questi leggi perché per lui è un crimine mettere in pericolo le madre dei propri figli. E anche perché le ritiene più deboli rispetto ai maschi- di risposta le due ragazzine lo guardarono storto.
  • Queste sono solo fandonie!- borbottò Ivi arrabbiata- Le femmine possono essere più forti dei maschi!
  • Lui è di questa mentalità- disse Kyo amareggiato e rassegnato- È difficile farlo ragionare- poi il suo sguardo cadde nuovamente su Kasumi, lei sembrava assorta, fissando i suoi piedi accanto al fuoco
  • Allora questa sarà la nostra missione- disse lei incrociando le braccia e alzando la testa per guardarli. I due la guardarono incuriositi- Dimostreremo con i fatti, che anche noi possiamo essere una risorsa importante per Cerulean.



  • Kasumi! Kasumi!- gridò una ragazza dai capelli viola, raccolti in una coda lunga- Lasciatela! Dove la portate!- si dibatteva, mentre veniva allontanata da dei uomini- Kasumi!- annaspava disperata cercando di raggiungere la barella su cui era distesa una ragazza della sua stessa età, ma erano accorsi in troppi a dividerle. Nel giro di qualche secondo la barella trasportata da dei medici in divisa sparì dietro una serie di porte scorrevoli.
Guardò con odio le tre guardie che aveva davanti.
  • Levatevi di torno o vi...!
  • Ivi!- richiamò la sua attenzione l'amico d'infanzia. La ragazza aveva fatto così scandalo con le sue urla, che sia gli addetti dell'ospedale che i pazienti la guardavo storto- Calmati.
  • Calmarmi?!- lo afferrò per il colletto e lo guardò con rabbia- Come puoi chiedermi di calmarmi! Cosa credi le faranno dopo quello che è accaduto!
Il ragazzo rimase impassibile, mentre la ragazza gli urlava contro. Ma lui non tentava neanche di liberarsi. Il suo braccio destro era fasciato e perdeva ancora sangue dalla bocca. Così come Ivi aveva numerosi tagli sul braccio e viso, e sicuramente qualche costola fratturata. Ma a nessuno dei due sembrava importare l'entità dei danni sui loro corpo.
Nei loro occhi c'erano solo tracce di una brutta esperienza che li avevano sconvolti.

  • Non possiamo fare niente per ora- rispose lui con un insolita freddezza. Ivi gli strinse più forte il colletto.
  • Come puoi...- disse incredule, stringendo forte i denti- come puoi essere così menefreghista! Kasumi è nostra amica! È grazie a lei se siamo ancora vivi!
  • Ti ricordo che siamo ancora in custodia alle guardie- disse lui, senza cambiare espressione e fissandola come se fosse un avvertimento- Non possiamo permetterci di fare altro scandalo.
  • È questo che ti importa di più! Il tuo onore di fronte alla vita di Kasumi! In confronto lei non vale niente per te!- fece per sferrare un pugno, ma di bloccò a mezz'aria- Non so cosa mi trattenga dal riempirti di pugni!- lo lasciò andare- Mi hai deluso Kyo, sei come tutti gli altri!
Ivi si voltò e si dette alla fuga, lasciando dietro le guardie e quello che una volta era il suo migliore amico, Kyo. Lo stesso ragazzo con cui lei e Kasumi avevano condiviso emozioni e esperienze. Da quel giorno che i tre si erano ripromessi di cambiare le sorti di Cerulean City, da quel giorno che il destino li aveva uniti, non avevano fatto altro che allenarsi, combattere e ancora allenarsi. Nel giro di qualche anno erano diventanti un gruppo affiatato e forte, un trio ammirato ma allo stesso tempo odiato. Kasumi e Ivi dovevano lottare anche per affermarsi in quanto femmine e per di più Kasumi era di dubbie origini in quanto orfana.
Ciononostante non si arrendevano e combattevano con qualsiasi nemico.
Ma l'ultima battaglia era diventata mortale, tra i tre dominatori del fuoco che si erano introdotti nella città, c'era un ragazzo di capelli di un colore nero acceso, la cui ferocia era disarmante. Aveva abbattuto alcune guardie tutto da solo e non si faceva scrupoli nel coinvolgere i cittadini indifesi.
Quando erano intervenuti Ivi, Kasumi e Kyo, la battaglia si era fatta infuocata. Kyo e Ivi avevano ricevuto dei colpi mortali e Kasumi guardandoli morire era impazzita di dolore. Lei che era orfana, Ivi e Kyo rappresentavano l'unico affetto che le rimaneva, l'unico significato della sua esistenza. Non poteva perdonarsi di non averli protetti.
E lì, sprigionò una tecnica ancora sconosciuta, la tecnica del ghiaccio. Non avendola mai provata, perse il controllo del dominio e non solo ferì il nemico, ma anche chi la circondava. Ivi e Kyo che erano sopravvissuti, cercarono di risvegliarla ma poco servì, Kasumi cadde poi stremata al suolo, in un completo stato di shock. Fu portata via dalle guardie, sotto gli occhi impotenti dei suoi due amici, anch'essi in brutte condizioni e perciò portati in infermeria.

Entrambi sapevano quali conseguenze ci sarebbero state. Kasumi aveva usato una tecnica nuova e pericolosa, questo per il Re significava solo trasgredire alla legge. Poco importava che avesse agito d'istinto nel vedere i suoi amici morire e che avesse impedito che i tre intrusi vincessero. Era una femmina, dominava l'acqua e aveva ferito dei cittadini con una tecnica sconosciuta. La sua sorte era già segnata.
Ma quello che feriva di più Ivi, era che Kyo non mostrasse la sua stessa ansia per la loro amica. E se lui aveva preferito tirarsi indietro, lei invece avrebbe salvato Kasumi. A qualsiasi costo.
Kyo aveva seguito con lo sguardo la fuga di Ivi, senza neanche tentare di inseguirla o dirle qualcosa. Chinando la testa, strinse forte le mani e strizzò gli occhi.
Poi rialzando la testa, con un espressione dura e decisa, si voltò.




  • Kasu!- sentì che la chiamavano. Quando aprì gli occhi, sbatté più volte gli occhi davanti a quell'individuo basso e con grossi baffi, ma con una vocina familiare.
  • ?
  • Kasu, sono io- abbassò la voce, mentre si toglieva la divisa da guardia che le stava grande e i baffi finti- Sono riuscita a trovarti, finalmente.
  • Ivi...- disse lei sollevata e con le lacrime agli occhi- Sono così contenta di vederti! Sei viva.
  • Non devi preoccuparti per me- disse l'altra sbrigativa e frugando intorno alla stanza. Kasumi non capiva perché stava prendendo i suoi abiti e ficcandoli dentro uno zainetto- Riesci ad alzarti?- le andò vicino e cercò di metterla seduta, ma Kasumi era troppo debole per quello sforzo- No, meglio che ti porto sulle spalle. Fortuna che sei leggera, faremo più in fretta.
  • Ma cosa...?
  • Copriti- le porse la sua giacca- Dobbiamo passare indiscrete.
  • Ivi, dove vuoi portarmi?
  • Non lascerò che il Re o chiunque altro ti faccia qualcosa. Ti porterò via da qui, potremmo per qualche giorno stare nella foresta e appena sarà tornata la calma, tornerò a casa per prendere il necessario per poter viaggiare.
  • Ivi...- la guardò triste- Ivi, ti sono grata, ma...
  • Non accetto un no! Ce la faremo, mi prenderò io cura di te. Possiamo farcela, siamo forti, siamo abituate a stare nella foresta e siamo due grandi dominatrici.
  • Ivi- l'afferrò per la mano, cercando di calmarla e farsi ascoltare- Io non verrò e tu non andrai da nessuna parte. Non potrei mai sopportare che tu ti sacrifichi per me.
  • Noi siamo amiche, Kasu! Sei molto importante per me, senza di te mi sentirei persa.
  • Lo stesso è per me- sorrise dolcemente- Tu e Kyo siete il tesoro più importante, che una orfana come me possa mai desiderare. Quando ho creduto che...- fece fatica a proseguire- che vi avessero ucciso, io ho perso la testa- chinò la testa- Ho ferito molte persone, ho ferito voi- le toccò il braccio, su cui erano ancora presenti i tagli inferti dalla tecnica del ghiaccio- Ho avuto paura...- la guardò con nuove lacrime agli occhi- Ivi, credevo che dominare l'acqua fosse fantastico, ma per la prima volta ho avuto paura di quello che ero in grado di fare.
  • Kasu...- l'altra strinse forte la sua mano e la sua espressione rimase impressa nell'amica.
  • Ivi...temo di aver perso il mio dominio.
Ivi rimase in silenzio qualche istante, fissandola e cercando di analizzare la situazione. Stava scherzando? Com'era possibile? Non conosceva nessuno che avesse perso il suo dominio da un momento all'altro.
  • Perso? Ma come...?- chiese incredule.
  • Non lo so...- scosse la testa- I dottori dicono che sto bene e che forse è solo una conseguenza dovuta allo shock.
  • Quei dottori non capiscono niente!- fece l'altra borbottando- Tu non puoi aver perso il dominio.
La ragazza dai capelli color arancio estese il braccio verso la brocca d'acqua e si concentrò su di essa. Ivi fissò prima lei e poi la brocca. Niente, neanche una vibrazione.
Poi Kasumi abbassò il braccio e guardò triste le lenzuola del suo letto.
Ivi la guardò e si sentì fremere dalla rabbia. Allungò il braccio verso la brocca e con un movimento brusco fece scuotere l'acqua all'interno, fino a farlo schizzare via frantumando il contenitore.
  • Non lo accetto. Tu non puoi smettere di essere una dominatrice dell'acqua per colpa di quella tecnica. Sono certa che non appena ti porterò fuori da questa specie di prigione, starai meglio e potrai tornare a dominare l'acqua- si voltò chinandosi- Su, sali sulla mia schiena.
  • Ivi...
  • Non abbiamo tempo da perdere Kasu. Anche se quell'idiota di Kyo si è tirato indietro, io non ti abbandonerò mai.
  • Ascoltami!- alzò la voce per farsi nuovamente ascoltare- Non si tratta solo del dominio... Ivi, io non voglio più fare del male...- la guardò con le lacrime agli occhi e con il dolore nella voce- Non voglio più dominare l'acqua- Ivi si rimise in piedi e spalancò gli occhi. Era come se quella battaglia si fosse portata via la Kasumi che conosceva.
  • Non puoi dire sul serio...- scosse la testa- Ne riparleremo poi. Non puoi restare qui, il Re avrà già decretato la tua sentenza di morte.
  • Apprezzo quello che vuoi fare per me, ma davvero non ce n'è bisogno.
  • Insomma, spiegami perché non vuoi venire con me!
Kasumi abbassò lo sguardo, si asciugò le lacrime e la guardò con un sorriso enigmatico. Era d'improvviso diventata rossa e Ivi lo scambiò inizialmente come un principio di influenza.
  • Kyo ha chiesto di sposarmi. Ci fidanzeremo a breve.
Ivi rimase senza parole e sbatté più volte le palpebre incredule. Kyo avrebbe...? Ma come...?
  • Lo ha fatto per salvarmi la vita- spiegò lei- Era l'unico modo per evitare una punizione dal Re. Kyo ha fatto fare delle indagini sulle mie origini, trovando alcune prove della mia appartenenza a una famiglia importante e con questo è riuscito a convincere suo nonno a dare l'approvazione.
  • P- però...- la guardò sconcertata- Kyo non mi ha detto niente.
  • Lo so, ha voluto fare tutto in segreto. Anche a me ha sorpreso. Mi ha detto che preferiva non dirti niente, perché eri troppo agitata e avresti finito per metterti nei guai.
  • ...e tu? Tu hai accettato?
L'amica la guardò e annuì. Sorrise.
  • Arrivare a fare tanto per me...Non ci sono parole per descrivere il suo gesto.
Ivi stette in silenzio.
  • Ivi?- la guardò preoccupata- Tutto bene? Ho detto qualcosa di male?
  • N-no...- si fece incerta la sua voce, sforzandosi di mantenersi in piedi- Solo che...non siete troppo giovani? E la nostra missione?
  • Sì, lo so...ma il Re lo ha approvato. Forse perché ha bisogno che Kyo prenda il suo posto al comando di Cerulean City, il più presto possibile. Il giorno del nostro matrimonio, sarà anche il giorno che Kyo lo succederà al trono- poi aggiunse- Ma questo non cambia il nostro obiettivo. Anche senza il mio dominio, io non smetterò di lottare per la nostra causa. Abbi fiducia in me, Ivi. O forse...non sei contenta del fidanzamento? Dici che è sbagliato?- la guardò dispiaciuta.
Ivi guardò l'amica. I suoi occhi celesti la stavano scrutando con ansia. Aspettava una sola parola da Ivi, un segno di approvazione o negazione. Sapeva che per Kasumi era importante l'appoggio di Ivi e più di tutto, Ivi sapeva che Kyo aveva fatto l'unica cosa giusta per tenerla in vita a Cerulean City.
Mentire, offrire il suo appoggio incondizionato alla sua migliore amica e nascondersi dietro un sorriso o essere sincera e dirle cosa provava realmente?
  • Sono felice per te, Kasu- sorrise.


Una ragazza dai lunghi capelli color arancio e occhi celesti, si fissava attraverso il riflesso dello specchio. Guardava seria quella tipa che stava al di là dello specchio, che indossava sfavillanti orecchini, collane e braccialetti. Gli occhi esaltati da matita nera e ombretto azzurro, le labbra di un brillante rosa perla, le guance colorite da un po' di fard in contrasto con la sua carnagione chiara. Dalle spalle partiva il vestito color neve, stretto in vita da un bustino e impreziosito da brillanti sulla gonna. Il velo attaccato ai capelli era alzato all'indietro, in modo che potesse guardarsi allo specchio.
Ma chi stava guardando realmente?
  • Emozionata Kasu?
Un rumore di porta che si chiudeva. Alzando lo sguardo, vide nel riflesso la ragazza che era entrata nella stanzetta usata come camerino. Una ragazza dai corti capelli viola e un fisico modellato da continui esercizi.
  • Ivi!- Kasumi si alzò di scatto dalla sedia e corse incontro alla ragazza, abbracciandola- Oh, Ivi! Credevo che non saresti venuta! Mi ero così preoccupata...
Ivi la fissò seria e poi sorrise lievemente.
  • Perché mi sarei dovuta perdere un giorno così importante? La mia migliore amica si sta per sposare...- rettificò- I miei due migliori amici si stanno per sposare- la sua voce era piatta, nonostante sorridesse.
Kasumi si staccò da lei e tornò a guardarsi allo specchio.
  • Qualcosa non va?- chiese Ivi avvicinandosi a lei.
  • La vedi?- Ivi la guardò confusa, poi Kasumi indicò lo specchio- Quella dovrei essere io.
  • Sì, sei tu o una tua sosia molto carina- scherzò Ivi, ma l'altra restò seria a fissare lo specchio.
  • Ivi, io...- sospirò e la guardò- Credi davvero che stia facendo la cosa giusta?
  • Che intendi? Per caso Kyo non...
  • Oh no- scosse la testa- In questi mesi di fidanzamento, Kyo è stato dolcissimo con me e io ho capito di amarlo sinceramente. Noi ci amiamo per davvero, non si tratta più di una questione di salvarmi o no. E qui al Palazzo, le persone mi trattano bene e sono gentili con me.
  • Non ne avevo dubbi, chiunque non potrebbe fare a meno di volerti bene, una volta che ti ha conosciuto.
  • Però...- chinò la testa.
  • Cosa succede Kasu?- chiese Ivi in ansia- Cos'è che ti rende triste?
La ragazza alzò la testa e la guardò. E dal suo sguardo, capì chi la rendeva così triste... lei.
  • Ivi, ho ripensato alle tue parole. Ci ho riflettuto e sono arrivata alla conclusione che non posso perderti. Io ho bisogno della tua amicizia e ho il timore che una volta che io e Kyo ci sposeremo, tu possa allontanarti da noi.
  • Kasumi...- ridacchiò piano, cercando di far sembrare la questione assurda.
  • Sono seria, Ivi!- la rimproverò- Credi che non me ne sia accorta? Stai facendo il possibile per startene da sola. Posso capire che io e Kyo abbiamo voluto stare da soli per un periodo e che questo ti abbia fatto sentire esclusa, ma mai mi sognerei di allontanarti dalla nostra vita- poi la guardò triste- Ivi, tu sei come una sorella per me, la famiglia che non ho avuto... se il fidanzamento tra me e Kyo ti ha fatto sentire male, voglio che tu me lo dica ora, prima che io esca da qui e vada a sposarmi. Non importa cosa mi accadrà se rifiuterò il matrimonio, sono pronta alle conseguenze del mio gesto. In fondo, tutto questo è colpa mia che ho usato usato una tecnica pericolosa. Tu e Kyo non dovette rimetterci.
  • Mi stai dicendo che se ti chiedessi di non sposarti, tu rinunceresti a tutto per rendermi felice?- fece l'altra divertita.
  • Certo- disse decisa- Se servisse, verrei con te in viaggio. Kyo comprenderà la mia scelta.
Kasumi restò in attesa di una risposta. Ivi la fissò incredule. Come quella volta in ospedale, Kasumi chiedeva la sua approvazione. Voleva la sua felicità, prima ancora della propria.
Un atmosfera tesa riempì la stanza, spezzata poi da una risata. Ivi circondò tra le braccia l'amica.
  • Oh Kasu! Sei proprio un tipo incredibile, sai?- continuò a ridacchiare, mentre la stringeva forte e nascondeva il viso tra i folti capelli di Kasumi- Sei sempre così decisa e determinata quando combatti, ma in altre cose sei molto tenera, direi pure ingenua. Non mi sorprendo che Kyo si sia innamorato di te.
  • Insomma, Ivi! Non burlarti di me!- fece l'altra imbarazzata.
  • Anche per me sei importante, Kasu. E la tua felicità, è la mia felicità- fece una pausa- Ammetto che sono rimasta spiazzata dal vostro fidanzamento, ma prima o poi doveva accadere. Eravate destinati a innamorarvi.
  • Ivi...
  • Ascoltami, ora tu uscirai da qui e andrai incontro a Kyo in chiesa. Perché è giusto così.
  • E tu?
  • Io non me ne andrò, tranquilla. Resterò lì a guardarvi e una volta terminata la cerimonia, mi congratulerò con i miei migliori amici.
  • Me lo prometti? Mi prometti che la nostra amicizia non cambierà?
  • Certo, sciocchina- i suoi occhi si erano fatti lucidi e la voce strozzata. Cercò di nasconderlo ridacchiando- E tu promettimi che terrai fede ai tuoi ideali, anche se in futuro cercheranno di cambiarti. Anche se ti imporranno regole assurde, anche se ti impediranno di recuperare il tuo dominio, non devi dimenticare chi sei...una dominatrice dell'acqua, la migliore.
  • Non lo dimenticherò.



  • Ivi!
La giovane donna si voltò e vide la sua amica di un tempo venirle incontro correndo. Il suo corpo esile, quei modi aggraziati e quei vestiti che non facevano che risaltare la sua bellezza. Si fermò a pochi centimetri per riprendere fiato e subito dopo l'afferrò per le mani.
  • Oh, Ivi. Per l'amor del cielo, non andartene!- disse l'altra supplicante- Possiamo ancora risolvere le cose...
  • Non c'è niente da risolvere- disse l'altra con tono duro- Kyo l'ha lasciato ben chiaro, il suo modo di pensare. E io non tollero come si sta comportando. Finirà per mettere in pericolo Cerulean City, perfino te.
  • Non è colpa sua, Ivi. Lui vuole proteggerci, ma non è così facile. Non si può stravolgere le regole da un momento all'altro.
  • Logico che la pensi così...- la guardò seria- Sei una di loro, ora- Kasumi si sentì addolorata per quell'affermazione.
  • Io non sono cambiata- si difese.
  • Allora dimostramelo- Ivi ricambiò la stretta delle mani- Parti con me. Questa città non è fatta per due dominatrici come noi... Là fuori oltre queste mura, c'è un mondo che aspetta solo di essere esplorato, un mondo che ci accetterà per quello che siamo e saremo libere di essere noi stesse. Era quello che volevamo da bambine, ricordi?
  • Ivi, a quel tempo io ero solo un orfana, le persone mi evitavano ancora prima di conoscermi. Passavo i miei giorni in solitudine nel bosco, solo esercitandomi. Ma poi sei arrivata tu, Kyo e infine tutta la gente di Cerulean City... Non ero più sola. Amo la mia città, amo l'inverno e la primavera, amo passeggiare tra la gente e ascoltare le loro storie. Ora ho un motivo per restare.
  • Ami le persone sbagliate- replicò Ivi dura- La stessa gente che ti avrebbe messo alla gogna solo per aver trasgredito le loro leggi. Rifletti, se tu fossi ancora un orfana, se non ti fossi sposata con Kyo, credi che le persone sarebbero ancora gentili con te?
Kasumi chinò la testa triste.
  • Le tue parole mi feriscono, Ivi. Parli con profondo risentimento e questo mi rende più triste, perché non so chi ho davanti.
  • Se per questo, neanch'io- si staccò da lei e diede mezza svolta- Una volta mi hai detto che avresti abbandonato tutto per la mia felicità- la fissò negli occhi- Partiamo insieme.
Kasumi stette in silenzio e chiuse gli occhi. Li riaprì ed erano lucidi, una lacrima scivolò sulla guancia.
  • ...ho capito- Ivi fece un passo indietro e si voltò del tutto.
Kasumi stette in silenzio singhiozzando e guardando fino alla fine l'amica, che raggiungeva la fine del corridoio e oltrepassava la porta d'ingresso del Palazzo. La luce del giorno la sommerse e la inghiottì.



Quella era stata l'ultima volta che si erano parlate. Sarebbero passati anni, prima che tornasse a Cerulean City, da lei.
Ivi girò tra le mani le lettere mai aperte, erano come una decina o forse di più, ed erano tenute in buono stato nonostante gli anni.
Ovunque andasse, ovunque cercasse di nascondersi, quelle lettere riuscivano a raggiungerla puntualmente. Anche quando la sua vita stava andando a rotoli, lei la raggiungeva sempre.
Dal momento che aveva messo piede fuori da Cerulean City, diventando a tutti gli effetti una fuggiasca, la sua vita aveva subito un drastico cambiamento.
Al di là delle mura, aveva trovato un mondo duro e difficile. Aveva conosciuto tante persone, aveva viaggiato per un po' con loro, ma non era durato a lungo. Era sola e voleva restare sola.
Era in lotta con il mondo, chiunque le dicesse cosa fare finiva k.o. da lei. Viaggiava e viaggiava, senza una meta, cercando qualcosa che potesse tappare l'assenza dei suoi vecchi amici.
Odiava ammetterlo, ma le mancavano molto.
E non c'era nessuno che li poteva sostituire, niente che potesse cancellarle quella malinconica.
Prese fiato, aprì finalmente le lettere ed estrasse le carte scritte a mano.
In tutto quel tempo, Samuel l'aveva spronata ad affrontare il suo passato, ma lei non gli dava ascolto. Voleva solo tappare orecchie e occhi, e andare avanti.
Però lui l'aveva capito prima di lei, quello che la tratteneva ancora lì in un limbo senza fine, era una faccenda lasciata in sospeso. Doveva leggere...

Cara Ivi, ti scrivo nella speranza che questa lettera ti raggiunga, in qualunque posto tu sia. Non ho avuto più tue notizie dal giorno che sei partita da Cerulean.
Mi manchi molto. E anche se Kyo non lo vuole ammettere, manchi anche a lui.
Vorrei tanto che tu fossi qui con noi.
Daisy, mia figlia, ha compiuto il suo primo anno. Ha i capelli biondi come suo padre. È così adorabile e ben educata!
Kyo si sta rivelando un buon padre, non fa che ricoprire di attenzioni nostra figlia. Temo che finirà per viziarla, eheh.
Avrei voluto che ti fossi fermata ancora un po' per poterla conoscere.
Ma capisco che la tua voglia di avventura ti abbia spinta a cercare nuove sfide.
Io da qui continuerò a pregare per te, affinché tu possa tornare a casa sana e salva. Aspetterò quel giorno per poterti riabbracciare e scherzare come da bambine. Ivi, tu non sei sola, ricordatelo.”


“Ivi, sono nate le mie due figlie! Violet e Lily.
Così come Daisy, sono l'orgoglio del loro padre. Ma ahimè, è difficile stare dietro ai loro capricci. Kyo continua a viziarle. Ma come non dargli torto? Hanno dei faccini così teneri e graziosi!
Persino le guardie soccombono ai loro capricci. Riuscirebbero a manipolare persino te.
Kyo dice che saranno delle perfette mogli, degne di rappresentare Cerulean City. Ma per me sono discorsi ancora prematuri. Sono solo delle bambine.
La vita qui al Palazzo scorre serena, la presenza delle tre piccole rallegra l'atmosfera, però ci sono delle volte che sento nostalgia di quando eri qui con me. Delle nostre scampagnate nella foresta, dei nostri allenamenti e dei pokèmon che incontravamo.
Ho osservato a lungo le mie figlie, ma nessuna di loro sembra aver ereditato il dominio dell'acqua. E forse è un bene, perché sarebbe per loro difficile poterlo sviluppare qui al Palazzo. Ma non nascondo di aver desiderato che almeno una delle tre avesse la stessa nostra passione nel dominare l'acqua.
Ricordi la nostra promessa? Quando te ne sei andata, non ho avuto modo di dimostrarti quanto tu sia importante per me e che non ho mai dimenticato la nostra promessa. Continuerò a lottare per quei ideali, anche se ci volesse un eternità per convincere ad uno a uno i cittadini.”


“Ivi...oh, Ivi! Mia cara amica! È terribile, sono così addolorata.
Ho ricevuto notizie dai genitori di Brawly. Kyo e io gli stiamo offrendo tutto l'aiuto che possiamo per la perdita del loro figlio.
Quando sono stata informata degli eventi, avrei voluto precipitarmi da te. Ivi, Ivi... dove sei? Torna a casa. Non fuggire dalle persone che ti vogliono bene. Non cercare di affrontare il dolore da sola.
Brawly era una persona speciale per te, come Kyo lo è per me. Ed è stato orrendo come la battaglia si è svolta. Il suo sacrificio ti ha permesso di sopravvivere e io di questo non potrò mai ringraziarlo abbastanza. Se ti avessi persa...oh cielo, non voglio neanche pensarci.
Ivi, dove ti trovi? Vorrei tanto raggiungerti e stringerti forte. Mi sento così impotente qui al Palazzo e tu là fuori.
Torna a Cerulean City, torna da noi. Anche se tu e Kyo avete discusso l'ultima volta, lui non serba rancore. Anzi, è preoccupato quanto me per le tue sorti. Lui non ha mai detto sul serio quelle parole, non ci credeva per davvero. È così pentito del suo comportamento. Il ruolo di Re lo obbliga a prendere decisioni che non gli piacciono. È salito al trono troppo presto, per salvare la mia vita, e le nuove responsabilità lo hanno cambiato. Non avercela con lui, Kyo talvolta prende delle decisioni sbagliate, ma io lo amo e ho deciso di stargli vicino per sempre.
E so che lui ti ha sempre ammirata, anche se gli è difficile confessartelo.
Ivi, quando vorrai, quando sentirai che è il momento giusto, torna a Cerulean. Io, Kyo e le nostre tre figlie ti attendiamo con le braccia aperte.”


“Misty. È il primo nome che mi è venuto in mente quando l'ho vista. Misty, la mia quarta figlia.
Kyo aveva sperato che fosse un maschietto, ma non ha potuto fare a meno di innamorarsi di lei. Rispetto a Daisy Violet e Lily, Misty è un vero peperino. Scorrazzava per il Palazzo appena è riuscita a mettersi in piedi. È un uragano, salta, si arrampica e rotola. Si infila nei posti più impensati e pericolosi. A Kyo verranno presto i capelli bianchi di questo passo. Mi ripete spesso che è la mia copia, non solo per l'aspetto ma anche per il carattere. A tavola è difficile farla stare composta e parla di continuo. Ma non è solo questo che la distingue dalle sue sorelle.
Ivi, Misty è una dominatrice dell'acqua! Una grandiosa dominatrice dell'acqua! A pochi mesi dalla nascita, ha mostrato i primi segni di dominio involontario.
Kyo e io siamo rimasti a bocca aperta. Non sai la mia emozione! Una delle mie figlie è una dominatrice come me e te!
Però Kyo mi ha raccomandato di tenere nascosta questa sua capacità. In quanto lady, ci sono delle leggi da rispettare. Leggi che vigono dai tempi di suo nonno e che lui non può ancora cambiare. Per la sua stessa sicurezza, Misty non potrà mai sviluppare il suo dominio.
È dura, ma so che Kyo ha ragione. Anche se desidererei poterle insegnare ciò che abbiamo appreso in questi anni. In modo che un giorno possa essere in grado di difendersi e difendere le persone che ama.
Sono felice, sai? Da orfana, ho avuto la fortuna di conoscere te e Kyo. Il tempo trascorso assieme a voi, è stato indimenticabile. Non mi sono sentita più sola da quel giorno. E oggi ho una famiglia numerosa e sono circondata da persone che mi vogliono bene. Non potrei essere più felice.
Vorrei condividere questa felicità con te.

Ivi, io continuo ad aspettarti e ti aspetterò sempre.”

Cara Ivi, non ho ancora avuto tue notizie. Ogni tanto ricevo informazioni di un avvistamento di una grandiosa dominatrice dell'acqua. E non ho dubbi che sia tu. Il tuo viaggio ti sta portando sempre più lontano da Cerulean e da me.
Vorrei poterti rivedere...vorrei poterti far conoscere lady Misty. Ha scoperto di poter dominare l'acqua e non perde occasione di mettersi in mostra. Affiancarla un amichetto non è servito a calmare la sua vivacità, la sua voglia di apprendere, e il povero George si fa trascinare da lei. Kyo continua a rimproverarla, ma lei è persistente.
Qualche giorno fa, ha raccontato di aver fatto un sogno. E da quel sogno, ha deciso quale sarà il suo destino. Quando l'ha raccontato a cena, tutti noi siamo rimasti a bocca aperta. Kyo si è infuriato, non l'avevo mai visto arrabbiarsi così con le sue figlie. Ho dovuto calmarlo, spiegargli che era solo un innocente sogno, che in quanto bambina non conosceva ancora la dura realtà della guerra. Misty si è spaventata molto e temo che possa pensare che suo padre la odi.
Non può sapere quanto in realtà Kyo ami la sua famiglia e che darebbe qualsiasi cosa per noi.
Al Palazzo arrivano sempre più notizie allarmanti. Non te ne avevo parlato prima, perché non volevo che ti preoccupassi, ma la guerra sta minacciando di raggiungerci. Tu ci avevi messo in guardia, che nel Paese del Fuoco c'era aria di cambiamenti e che il nuovo Signore del Fuoco poteva essere una minaccia.
Kyo a mia insaputa dal giorno che te ne sei andata, ha svolto varie indagini e quando si è reso conto che avevi ragione, ha cercato di contattare una società segreta. Credo si chiamino i Frontiers Brains.
Conosciamo Kyo, a volte è molto orgoglioso e odia dover scendere a compromessi, ma quando li ha contattati li ha quasi supplicati di aiutarci nella guerra. Loro si sono rifiutati ed è per questo che Kyo è sempre nervoso nelle ultime settimane. So che non era sua intenzione prendersela con Misty, ma la minaccia del Signore del Fuoco si fa sempre più vicina.
Siamo abbandonati a noi stessi, non siamo pronti per una guerra. Temo per Cerulean City, temo per Kyo e per le mie figlie.
Ho paura di farle vivere una brutta esperienza. Daisy non è grande abbastanza per prendersi cura delle sue sorelle o per sposarsi.
Ho paura Ivi.
Ma ho fatto una promessa e voglio mantenerla. Starò affianco a mio marito in ogni momento, anche se dovessi scendere nel campo di battaglia. Non posso dire a Kyo le mie intenzioni, lui me lo impedirebbe con tutte le sue forze. Però io impazzirei a rimanere a guardare, mentre l'uomo della mia vita se ne va. È per questo che ci eravamo battute, ricordi? Per la possibilità di combattere e poter proteggere i nostri cari.
Io non ho mai smesso di crederci, anche se ti sarà sembrato il contrario.
Ricordo che ti eri arrabbiata con me, perché dal giorno del mio fidanzamento avevo smesso di allenarmi con te. Ivi, non hai idea di quanto ero dispiaciuta di averti deluso. Ma le mie parole erano sincere allora e ancora adesso. Io vi proteggerò. Anche a costo della mia vita.
La verità è...che sono ancora una dominatrice dell'acqua.

Non so spiegarti come sia successo, all'improvviso un giorno ho sentito il mio potere tornare a fluire dentro di me e lì ho ripreso ad esercitarmi poco alla volta. Ho dovuto tenerlo nascosto, non potevo dare altri problemi a Kyo e non potevo confessartelo, perché temevo di deluderti ancora. Era così patetico il mio dominio dopo l'incidente. Sono passati dei anni prima che potessi controllarlo come prima. Mi spiace di averti mentito, aver taciuto questa notizia, ma so che tu aspettavi ansiosa che tornassimo ad allenarci insieme e per me era impossibile.
Ancora adesso mi sveglio con gli incubi, temo di potervi ferire come quel giorno. Il motivo per cui ho deciso di affrontare le mie paure, siete voi.
Ivi, non so cosa accadrà da adesso in poi, ma avrei un favore grande da chiederti.
La guerra potrebbe essere devastante, ma non voglio che per questo le mie figlie nutrano odio e vendetta. La più piccola mi preoccupa di più, so che il suo amico George le starà accanto, ma voglio che lei possa diventare una grandiosa dominatrice dell'acqua. Misty potrebbe riuscire in quello che noi abbiamo sempre ambito. Per questo avrà bisogno di una guida, che la porti a rispettare il dominio e le persone, ma nessuno accetterà di insegnarle. Però so che tu sarai per lei un eccellente maestra.
So anche, che sarà difficile per Misty, incontrerà ostacoli e soffrirà. Vigila su di lei, te ne prego. Se non le potrò stare vicino, vorrei che potesse contare sulla tua amicizia. Amicizia di cui io ti sono sempre grata.

Ti affido il mio bene più prezioso.
Vorrei poterle evitare le sofferenze di una dominatrice dell'acqua, a vederla così sembra fragile e ingenua. Però in Misty scorre il sangue mio e di Kyo, non si arrenderà davanti ai pregiudizi e diventerà forte.

Auguro a lei di avere attorno tanti amici con cui possa crescere e maturare, che non soffra mai di solitudine. E che il giorno che si innamori, non abbia paura di quel sentimento o delle conseguenze. La vita è una e l'amore è ciò per cui bisogna lottare.
Il mio unico rimpianto è non poterla vedere crescere, di non vedere in quale meravigliosa lady diventerà. Ma ho preso la mia decisione.
Ivi, mia cara amica, non so se avrò modo di rivederti prima della guerra, ma ovunque tu sia spero che le mie lettere ti possano raggiungere. Non dimenticarti di me, delle persone che ti vogliono bene e che attendono il tuo ritorno.
Grazie per essere diventata mia amica.
Un forte abbraccio,
Kasumi.”



Una donna osservava in silenzio una lapide bianca, in mezzo a tantissime altre. Però quella era particolare, brillava di una lucentezza che pareva neve al sole. La fissava, persa nei suoi pensieri, con gli occhi svuotati di qualsiasi emozione.
Il vento soffiava, le foglie dei rami si staccavano inesorabilmente e si lasciavano trasportare dal vento, il cielo era grigio rendendo ancora più angusto il luogo.
  • Sei tornata- disse una voce piatta.
Solo in quel momento si accorse che qualcuno si era affiancato a lei, ma non parve interessata.
  • Daisy porta un attimo via le tue sorelle- disse la persona dirigendosi a qualcun altro.
Lei diede un lento movimento degli occhi, solo per accorgersi che c'erano quattro creaturine con lui. La più grande con i capelli biondi mossi, fece cenno di sì e richiamò le altre tre. Insieme ripercorsero il cammino nel senso inverso. Quella più piccola, con capelli color arancio e capelli raccolti in un codino, si girò un attimo per guardare la donna. I loro sguardi si incrociarono e per un istante rivide “lei”. La sua bocca si mosse come un automa, ma non uscirono parole.
  • Misty, vieni- la biondina l'afferrò per la mano e la trascinò via.
Il suo sguardo si perse nuovamente nella natura circostante.
L'uomo che era lì, si limitò a chinarsi e cambiare i fiori con altri più freschi appena colti.
  • ...non ha smesso di aspettarti- disse lui con voce normale e lo sguardo rivolto alla lapide- Peccato che tu ti sia fatta viva solo ora.
Lei non lo guardò, né fece cenno di voler parlare. L'altro sfiorò l'immagine della lapide con dolcezza e sussurrò delle parole che erano dirette solo a quella donna raffigurata. Poi lentamente si rimise in piedi e solo in quel momento lei intravide il suo viso stanco e spento, come se la sua luce si fosse d'improvviso spenta togliendogli tutta la sua giovinezza, come se il mondo con tutto il suo peso fosse caduto sulle sue spalle. I due rimasero in silenzio per qualche minuto, fissando le lettere scolpite nella pietra della lapide, lasciando che il vento soffiasse sui loro cuori sofferenti.
Le prime gocce di pioggia caddero sul terreno e sulle loro testa.
  • Per Cerulean City sei ancora una fuggiasca- disse lui senza mutare espressione- Ho preferito lasciare le cose così, in modo che tu non abbia obbligazioni o doveri nei confronti di Cerulean City. Ora che non c'è lei, non c'è nessun motivo per te tornare. Vattene da Cerulean City, vattene dai territori del Paese dell'acqua, cerca un luogo dove poterti rifugiare il più lontano possibile e non tornare più- la pioggia si fece pian piano più insistente, ma per i due non faceva differenza- Salvati.
Lei sentì i passi dell'uomo indietreggiare, ma ancora non riusciva a voltarsi per guardarlo. Non voleva affrontarlo. Non voleva affrontarla. Voleva solo restare in quello stato, lontana da qualsiasi sentimento che potesse risvegliarla e distruggerla.
  • Torneranno...- le uscì spontaneo. L'uomo doveva essersi fermato, ma neanche lui la stava guardando.
  • ...lo so- e nella sua voce c'era rassegnazione. Una realtà che non poteva cambiare e che ormai aveva accettato dentro di sé.
L'uomo riprese a camminare, probabilmente in direzione delle quattro bambine.
La donna alzò lo sguardo al cielo, la pioggia le bagnava il viso e i capelli corti color viola.
Kasumi lo aveva detto più volte, che le bastava entrare in sintonia con i loro cuori per sapere cosa pensavano.
Erano cresciuti insieme, si conoscevano meglio di quanto lo volessero ammettere. Ma Ivi invece aveva voluto chiudere il suo cuore, per questo avevano smesso di comprendersi e si erano allontanati.
Solo ora che non c'era niente da proteggere, i cuori di Ivi e Kyo erano tornati ad aprirsi e avevano detto ciò che le parole non erano in grado di dire.
Addio”
Perché quella era l'ultima volta che si sarebbero visti.
Eppure non provava niente, neanche un po' di dispiacere, neanche una lacrima.
Aveva perso tante persone durante il suo viaggio, si era disperata, aveva pianto, aveva urlato...ma in quella circostanza, per “lei”, non le usciva il minimo lamento.


Appoggiò le lettere e si alzò dalla sedia. Con passo lento e adagio, uscì dalla casa e si diresse verso il lago. Non si disturbò neanche di mettersi le scarpe per uscire.
Era notte, aveva passato le ore di luce a perdersi nei ricordi e nelle frasi mai lette. La luna si rispecchiava con tutto il suo splendore sulla superficie dell'acqua.
Amava quel paesaggio, così tranquillo e rilassante.
Stiracchiò le braccia e le gambe, e senza togliersi i vestiti addosso, si gettò nel lago.



  • Sai Ivi...?
La bambina dai capelli color viola distesa accanto a lei, si mise sul fianco per guardarla.
  • Questo mondo è incredibile- continuò lei fissando il cielo.
  • Eh?- Ivi la guardò stranita, l'altra ridacchiò di fronte alla sua espressione.
  • Tutto ciò che ci circonda, è pieno di vita. Anche l'acqua...hai mai sentito cantare l'acqua?
  • Kasu, hai battuto la testa?- alzò gli occhi al cielo- Certo che no. L'acqua non è un essere vivente.
  • Io sì invece...quando mi immergo nel lago e mi lascio trasportare, sento sempre una melodia ed è come se stesse cantando.
  • Oh Kasu, che ingenua sei- rise- Sarà l'effetto creato da qualche pokèmon acquatico, che ti sarà sembrato una melodia.
  • Dico sul serio- disse l'altra imbronciandosi e guardandola- Perché non ci provi?
  • Cosa?- smise di ridere, quando capì che Kasumi era seria- Vuoi davvero che senta l'acqua cantare? Affogherei prima ancora di riuscire a sentirla.
  • Provaci- insistette- Se ti concentri, sono certa che riuscirai a sentirla. E' solo questione di lasciarsi andare- si alzò in piedi e le porse una mano- Andiamo.
  • Kasu, non dirai sul serio- fece l'altra sconcertata. Un conto era scherzare, un altro era metterlo in pratica. La vide sorridere e incamminarsi verso il lago. La luce della luna la illuminava e la rendeva ancora più lucente della stessa acqua- E' fredda l'acqua, finirai per ammalarti!- Ivi si alzò di scatto e la seguì, poco prima che l'altra si gettò nell'acqua- Kasumi!


Chiuse gli occhi. Il suo corpo era completamente sommerso nell'acqua, ma non tentò di risalire in superficie. Lasciò invece il suo corpo in balia della corrente del lago. Sprofondava lentamente giù, dove c'era meno luce. Nessun suono, solo silenzio totale.
Io ti starò vicina, se hai bisogno di una spalla.
Allora questa sarà la nostra missione. Dimostreremo con i fatti, che anche noi possiamo essere una risorsa importante per Cerulean.
...non ho mai dimenticato la nostra promessa. Continuerò a lottare per quei ideali, anche se ci volesse un eternità...
Anche senza il mio dominio, io non smetterò di lottare per la nostra causa. Abbi fiducia in me, Ivi.
Non dimenticarti di me, delle persone che ti vogliono bene e che attendono il tuo ritorno.
Ivi, tu non sei sola, ricordatelo.
Misty potrebbe riuscire in quello che noi abbiamo sempre ambito. Avrà bisogno di una guida, che la porti a rispettare il dominio e le persone, ma nessuno accetterà di insegnarle. Però so che tu sarai per lei un eccellente maestra.
Ti affido il mio bene più prezioso.
Io vi proteggerò. Anche a costo della mia vita.
Qualcosa la risvegliò dai suoi ricordi e aprì gli occhi. Forse era l'effetto di stare per affogare o che le forze la stavano abbandonando, ma le sue orecchie parvero distinguere un fischio, forse una voce...una melodia?
Davvero c'era una melodia a quella profondità? Davvero l'acqua era viva?
E lì, nella luce della luna che filtrava nell'acqua poco davanti a lei, vide qualcosa che lentamente prendeva forma.
...non ha smesso di aspettarti.
Forse era un gioco di luci o i suoi occhi che le facevano un crudele scherzo, così come le sue orecchie...ma quella figura...era proprio lei. Le stava sorridendo.
Sì, lei sapeva che Ivi ce l'aveva fatta, era riuscita a sentire la melodia.
Ivi, io continuo ad aspettarti e ti aspetterò per sempre.
Ivi ricambiò il sorriso. Ora sapeva. La vita è davvero presente dappertutto.
Allungò il braccio verso di lei.
  • Come ti chiami?
  • Ivi. Tu?
  • Kasumi.
Ma appena mosse la mano, la figura luminosa perse lentamente la sua forma, disperdendosi.
Ivi rimase a fissare immobile. Chiuse e aprì gli occhi, strinse forte la mano e prima che le sue forze l'abbandonassero del tutto, con un gesto si spinse in su verso la superficie, verso la luce.
  • Me lo prometti? Mi prometti che la nostra amicizia non cambierà?
  • Certo, sciocchina. E tu promettimi che terrai fede ai tuoi ideali, anche se in futuro cercheranno di cambiarti. Anche se ti imporranno regole assurde, anche se ti impediranno di recuperare il tuo dominio, non devi dimenticare chi sei...una dominatrice dell'acqua, la migliore.
  • Non lo dimenticherò.
Ora aveva capito... Kasumi non aveva mai rotto la loro promessa, nel suo profondo era rimasta sempre la piccola Kasu.
Ivi tirò fuori la testa e respirò a pieni polmoni, tossendo l'acqua che aveva inghiottito.
E pianse.
Pianse quelle lacrime che da tempo aveva nascosto nel suo cuore. Il dolore di averla persa per sempre, la rabbia di non averla potuta proteggere, l'impotenza di essere solo un essere umano pieno di difetti e il desiderio di poterle riferirle le parole non dette mai.
Con solo la luna ad accompagnarla e il vento ad ascoltarla, sfogò tutto il suo dolore.
Affinché finalmente fosse libera, libera dall'ombra che da anni la stava perseguitando, libera veramente di poter andare avanti e dimenticarla. Doveva lasciarla andare.
Grazie per essere diventata mia amica.
Addio.

3 dicembre 2012

Fic in corso: Cap. 44

Lo so, lo avevo promesso da... uhm, non me lo ricordo più.
Fatto sta che mi sono dedicata ad un'altra attività che mi ha assorbito tanto e non sono riuscita fino ad oggi a tirar fuori il capitolo.
Siamo al capitolo 44... ancora lontani dall'effettiva fine. Come anticipato, non mi dilungherò nel Contest, se non per raccontare parti che poi non potranno essere dette.
Il prossimo capitolo è già pronto e sarà pubblicato in un giorno della prossima settimana. Il capitolo 46 invece avrà bisogno un po' più di tempo, perché sto cercando di far stare la storia in pochi capitoli e di conseguenza saranno un po' più lunghi del solito.
Ma passiamo al riassunto (di questo passo va a finire come in Beautiful, con 300 e più puntate, e un riassunto di quaranta pagine XD)...

Il Team Luce è un gruppo di ragazzi il cui scopo è fermare le guerre, e per fare ciò devono prima affrontare il Signore del Fuoco. Ma non è semplice, troppi nemici da affrontare e un cammino lungo. Con l'arrivo di Ash nel gruppo i problemi non diminuiscono, ma il tempo e la pazienza rendono finalmente il gruppo più affiatato e forte. La visione di Melody mette in allarme il gruppetto che si affretta a raggiungere la loro meta. Ma ciò che non sanno, è che Melody non ha raccontato tutto e con la complicità di Brock decide di tacere per il momento. Ash nel frattempo è sempre più allarmato da qualcosa che lo riguarda di persona e per questo chiede a Brock di compiere una promessa.
Quando finalmente entrano nei territori del Paese del fuoco, i ragazzi non si aspettano di imbattersi in una vecchia conoscenza di Dawn e allo stadio del Contest dei Domini. Decidono quindi di restare lì, nel caso il Team Magma attaccasse nuovamente lo stadio. Mentre May e Dawn partecipano al Contest, gli altri rimangono in disparte a controllare. 
Che il Contest inizi!


BLUE BIRD ILLUSION
Cap. 44



  • May, Dawn...siete pronte?- chiese Brock. Le due in abito da spettacolo accennarono ad un sì.
Sentirono alle loro spalle le voci eccitate degli spettatori e il fermento intorno ai preparativi.
Anche le due dominatrici, avevano sfruttato la giornata precedente per prepararsi e dopo essersi iscritte, si erano riunite al gruppetto per darsi le ultime indicazioni.
  • Siamo d'accordo che appena noterete qualcosa di sospetto, dovrete interrompere la vostra dimostrazione- Dawn annuì poco convinta. In cuor suo non avrebbe voluto che il Team Magma apparisse. Quella era una delle poche volte che poteva mettere in mostra il suo dominio, senza necessariamente fare del male a qualcuno.
  • Noi saremo tra gli spettatori a guardarvi. È un rischio stare divisi, ma non abbiamo alternative. Lo stadio è grande e se ci posizioneremo in posti diversi, avremmo più possibilità di notare qualcosa di sospetto.
  • Se li vediamo, dobbiamo attaccare?- chiese May. Ash e Dawn aspettarono la risposta.
    Misty li guardò dubbiosa e incerta. Poi tornò seria.
  • Normalmente sarei contraria, ma tenendo conto dei nemici che abbiamo di fronte, non possiamo più essere cauti. Se avete il minimo presentimento che vi stiano per attaccare...fatelo prima voi.
Tutti annuirono. Era chiaro, quello poteva diventare a tutti gli effetti una guerra. E in quel caso, non c'era marcia indietro, una volta iniziata.
  • Bene, noi andiamo- disse May.
Misty si avvicinò alle due e le abbracciò.
  • Andrà tutto bene, non permetterò che vada come l'ultima volta- disse Misty, stringendole e sorridendo- Perciò rilassatevi e mettetecela tutta.
Le due ragazze annuirono e si avviarono.


≈≈≈**≈≈≈**≈≈≈**≈≈≈

Il Contest... doveva ammettere che in altre condizioni gli sarebbe piaciuto provare a partecipare. Ma conoscendosi, lui non era un tipo da esibizioni. Quello a cui sempre aveva mirato, erano i combattimenti. Fin dal principio era stato allenato per questo. E ormai non conosceva gratificazione migliore che vincere le battaglie.
Con o senza Team Luce, il furore e l'eccitazione al combattimento erano insite in lui. Era come se si portasse dentro un mostro affamato e che a stento riusciva a trattenerlo.
  • Ah- ehm!- sentì che qualcuno si schiarì la voce dietro di lui. Voltandosi vide un bambino con grossi occhiali seduto sulle gradinate.
  • Se non ti è di disturbo- disse il piccolo con sarcasmo- potresti spostarti? Sai, non sei l'unico qui che vuole assistere allo spettacolo e sebbene tu non sia una cima, mi togli la visuale.
Okay, in cinque secondi si era fatto già odiare da Ash, che se non avesse cambiato abitudini, lo avrebbe arrostito.
Cercò di sforzarsi con una risatina a stare quieto e si sedette sull'unico posto libero vicino all'odioso bambino. In effetti stare in piedi come uno stoccafisso davanti agli spettatori, non era il modo migliore per passare inosservato.
Non poteva vedere Misty, Brock e Melody, ma era certo che si erano già posizionati nella loro zona.
Dalla sua postazione comunque non vedeva nessuno di particolarmente sospetto, tranne il piccolo ovviamente.
  • E i tuoi genitori dove sono?- chiese il moro spontaneamente. Ormai stava per iniziare lo spettacolo, ma lui era seduto da solo.
  • Potrei chiederti la stessa cosa, ragazzino- rispose l'altro con tono arrogante e neanche degnandosi di guardarlo.
È solo un bambino, è solo un bambino...si ripeteva Ash nella testa, per soffocare la voglia omicida.
  • Solo mi sorprende vederti qui da solo in territorio straniero- spiegò l'altro.
  • Non sono solo. Il mio maestro partecipa al Contest- disse lui con orgoglio- E batterà tutti, ne sono certo.
  • Ne dubito- disse Ash alzando le spalle e ricordandosi di May e Dawn- Parteciperanno tanti dominatori con talento. Chiunque sia il tuo maestro, non se la caverà così facilmente.
Il bambino lo guardò con una smorfia e Ash si limitò a sorridere.
  • Benvenuti alla 14° edizione del Concorso dei domini!- gridò la presentatrice, al centro dell'arena. Il palcoscenico dove ciascun dominatore avrebbe mostrato le sue tecniche al pubblico seduto negli spalti intorno- Diamo il benvenuto ai nostri fedeli spettatori che attendono ogni anno di vedere i prodigi di questi dominatori. Forze maggiori ci costringono a muovere di continuo la sede degli incontri, ma non basterà questo a fermarci. Ricordo che lo scopo di questo Contest è mostrare cosa si riesce a creare con il proprio dominio. Uno ad uno i concorrenti si esibiranno e verranno giudicati dai nostri ormai affezzionati giudici- un applauso- Ma bando agli indugi, prepariamoci ad accogliere il primo concorrente! Dalla città LaRousse, Drew, dominatore della foglia!
  • Eccolo, è lui!- lo indicò con entusiasmo e si unì alle acclamazioni della folla.
  • Drew?!- esclamò Ash.


≈≈≈**≈≈≈**≈≈≈**≈≈≈

Per poco a May non venne un infarto. Balzò in piedi e alzò lo sguardo sul grande schermo posto nell'atrio di attesa dei partecipanti.
Si fece avanti il ragazzo, sguardo sicuro e diretto al pubblico.
Un sorriso un po' presuntuoso e vanitoso, ma cosciente delle sue abilità. Era proprio lui.
May non vedeva quel ragazzo dal Contest precedente, dove erano stati attaccati dal Team Magma. Il modo in cui si era comportato con lei, quel lato di lui che non conosceva e di un pensiero presente, che rivalità a parte, Drew era adatto a far parte del Team Luce. Si era obbligata a dimenticarlo, convinta che il viaggio continuo e la loro missione non le avrebbe mai permesso di poter gareggiare con lui, neanche che i loro cammini si sarebbero incrociati.
E invece, eccolo lì.
Un sorriso divertito si disegnò sulle sue labbra. Se proprio doveva essere il suo ultimo Contest, non poteva trovare avversario migliore per chiudere in bellezza.
  • Drew è incredibile- disse Dawn fissando lo schermo e affiancandosi all'amica. Aveva indosso il vestito che si era comprata l'ultima volta. Un vestitino azzurro con cappello e stivali bianchi. Le stava molto bene.
  • Dawn, sei tesa?- chiese May, mentre altra gente si riuniva nell'atrio a guardare l'esibizione di Drew.
  • Non lo so...- disse l'altra rigirandosi le mani- E tu?
  • Ad essere sincera, lo sono- la guardò e sorrise impacciata- Per combattere non ho problemi, ma i concorsi sono un'altra cosa. La prima volta che abbiamo partecipato, non ero cosciente di cosa significasse per me, volevo solo un modo di gareggiare con Drew- poi tornò a guardare lo schermo con una luce negli occhi- Ma dopo essere stata in quel palco...credo che mi sia piaciuto per davvero esibirmi.
  • Sì, ti capisco- annuì Dawn. Aveva provato le stesse emozioni sul palco, finché non c'era stata quell'esplosione...
La ragazza si sentì rabbrividire. Tornare su quel palco...ce l'avrebbe fatta? Aveva cercato di non pensarci, di lasciare il passato alle spalle, ma una volta lì le erano tornate in mente gli attacchi del Team Magma.
  • Dawn- la chiamò May, senza staccare gli occhi dal ragazzo dai capelli verdi. Dawn intuì qualcosa dal suo sguardo serio- Questo sarà forse il nostro ultimo Contest.
  • ...lo so- annuì.
  • E nemici o no, ce la metteremo tutta, giusto?
  • Certo.
  • Bene- si voltò verso di lei e le allungò la mano- I nostri compagni dagli spalti veglieranno su di noi e si aspettano da noi un gran spettacolo. Non deludiamoli.
Dawn le strinse la mano. Poche volte si era sentita alla pari con i suoi compagni, ma questa volta sapeva di avere qualche chance per vincere. E amicizia da parte, sarebbe stata un osso duro per May.


≈≈≈**≈≈≈**≈≈≈**≈≈≈

La folla applaudeva il concorrente, che nel frattempo si congedava dal palco. Dall'ultimo Contest Drew era migliorato tanto, non lo poteva negare. Chissà come se la sarebbe cavata in un incontro serio. Melody gli aveva raccontato di essere rimasta particolarmente impressionata da come si era comportato Drew durante l'attacco del Team Magma. E Misty e Brock non avevano negato che Drew avrebbe potuto essere un valido alleato.
Arrivare però a fare da maestro a un bambino... ne aveva fatta di strada Drew.
Il bambino accanto si alzò in piedi e fece per andarsene.
  • Guarda che lo spettacolo non è ancora finito- gli ricordò Ash.
Il bambino si sistemò gli occhiali sempre con quella sua aria di sufficienza.
  • Per me, sì. Non ho bisogno di vedere gli altri, per sapere che il mio maestro vincerà.
Ash si irritò. Bambino o meno, come poteva permettersi di sottovalutare i suoi avversari? Evidentemente stando accanto a Drew, aveva acquisito parte della sua personalità arrogante.
  • Suppongo che ti ricrederai a fine giornata- disse Ash e lo lasciò andare senza aggiungere altro.
Approfittò di quel momento per spostarsi da un'altra parte e continuare a guardarsi intorno. Era ancora troppo presto per abbassare la guardia.


≈≈≈**≈≈≈**≈≈≈**≈≈≈


  • Mi devi proprio seguire dappertutto?- chiese Misty un po' scocciata.
  • Ti do fastidio?- chiese il biondino con aria innocente.
  • No... non proprio- rispose incomoda di fronte alla semplicità del ragazzo.
Non è che si trovasse male in sua compagnia, Barry era un tipo molto solare e frenetico e non capiva perchè le era impossibile arrabbiarsi con lui. Ma lei si trovava nel bel pieno di una ricerca e lui non faceva che distrarla con le sue continue domande.
  • Non devi prepararti?- tentò lei di convincerlo.
  • Sì, ma tra un po'- alzò le spalle- Perché non ti sei iscritta anche te? Sono certo che nascondi qualche tecnica spettacolare! Tempo fa mi è capitato di vedere una dominatrice dell'acqua in azione...- Misty si voltò, ascoltandolo finalmeente con interesse- Non posso negare che era bella e straordinaria, ma nascondeva una natura malvagia. Mi sono sentito deluso nel scoprire che esisteva una dominatrice dell'acqua senza scrupoli- Misty si sentì i brividi su per la schiena. A parte lei e Ivi, esisteva solo un'altra dominatrice dell'acqua... ed era quella che si era portata via George- Oh, ma tu sei molto diversa!- disse subito lui, vedendola scura in volto- Sento che sei mille volte meglio di lei. Ci posso scommettere!- e l'abbracciò di sorpresa. Lei sbattè più volte gli occhi e si accorse degli sguardi del pubblico.
  • Ok, ok, va bene. Ora basta, guardiamo in silenzio, ok?- si staccò da lui molto imbarazzata.
Non era abituata a simili gesti con persone che conosceva appena e non capiva perché poi si doveva sentire così timida. Con Brock e George non reagiva così. E con Ash... be', lui era un caso a parte.


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Lo vide arrivare dal palcoscenico, soddisfatto della sua prestazione. Lei gli andò incontro.
  • May!- esclamò lui. Evidentemente non si era accorto della sua presenza tra i partecipanti.
  • Non male Drew- disse lei con un sorriso di sfida- Ma io posso fare di meglio.
  • Vedremo- rispose con lo stesso sorriso. Poi estrasse una rosa e gliela porse- Fai del tuo meglio.
  • Senza dubbio- lei afferrò la rosa e i due presero strade diverse.
  • Maestro, maestro!- arrivò correndo il piccolo Xam- Sei stato fenomenale! Incredibile!
  • Grazie. Ma ti ho già detto di chiamarmi solo Drew.
  • Ops, scusa. Ora che facciamo? Ci vorrà un po' prima dei risultati.
  • Io resterò a guardare gli altri concorrenti.
  • D'accordo. Vado a prenderti qualcosa da mangiare e ti raggiungo.
  • Non ce n'è bisogno. E poi non voglio che ti allontani dallo stadio.
  • Non preoccuparti, torno subito!- e corse via.
Drew sospirò e alzò lo sguardo. Sullo schermo era apparso il seguente concorrente.


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Era entrata May, Dawn la seguì con lo sguardo sullo schermo. Come al solito, il suo sguardo era determinato e sicuro. Non c'era traccia di incertezza o panico. E il suo modo di esercitare il suo dominio era la dimostrazione. Dawn aveva ormai capito che lei ci teneva a dimostrarsi migliore di Drew e aveva dei sospetti che non fosse la rivalità l'unica cosa a spingerla. Ma parlarne con l'interessata, l'avrebbe solo fatta finire sotto terra.
  • Sai, sono contento di vederti in buona salute- disse una voce che lei riconobbe come il suo amico d'infanzia.
  • Kenny...
Si fece avanti il ragazzo dai capelli castani mossi e uno sguardo bonaccione. Indossava il suo abito da torero di un color verde e giallo.
  • Che faccia seria- ridacchiò lui dispiaciuto e le tirò le guance per formare un sorriso- Così va meglio.
  • Kenny!- si lamentò lei imbarazzata- Piuttosto, dov'è Barry?
  • Per fortuna me ne sono liberato- scherzò lui- È corso dietro la dominatrice dell'acqua. Sembra che abbia proprio un adorazione per lei.
  • Per Misty?- lo guardò incerta.
  • Di che ti sorprendi? Barry è molto spontaneo e istintivo nei sentimenti- poi insieme guardarono lo schermo. May stava dando un bel spettacolo.
  • Dawn, come ci sei finita a viaggiare con un gruppo come loro?- la ragazza si voltò, pensando stesse scherzando, ma poi lo vide molto serio. Poche volte lo aveva visto così- Sono così diversi da te e tu sei cambiata molto. Non è un semplice viaggio il vostro, vero?
Dawn stette in silenzio. Come poteva spiegargli la loro missione? Lei era già in debito con lui, le aveva salvato la vita in passato. Motivo in più per non coinvolgerlo.
  • Se è per tua madre, posso aiutarti io a cercarla. Te l'avevo detto anni fa, ma tu non mi hai preso sul serio. Ora che ci siamo ritrovati, vorrei che venissi con me. Ho delle informazioni che potrebbero ricondurci dalla nostra gente. Insieme potremmo farcela, non siamo più dei bambini sprovveduti.
Dawn lo ascoltò in silenzio. Diceva sul serio? Voleva che venisse con lui?
  • Perchè?- chiese lei, guardandolo con sospetto- Perchè mi fai questa proposta? Perchè semplicemente non hai chiesto di unirti tu al gruppo? Cos'hai contro loro?
Lui sospirò e si grattò la testa indeciso.
  • Sarò sincero con te, Dawn. Ho il timore che ti trascineranno in un brutto problema, una guerra che stravolgerà l'equilibrio di questo mondo. E non credo che tu sia pronta a...
  • Ti sbagli!- lo interruppe e lo guardò con rabbia- Se sono diventata sicura di me, è grazie ai miei amici. Sento che ormai è mio dovere continuare il viaggio. E con questo non dico che ho smesso di cercare mia madre. Anzi, ogni giorno che passa è come se mi avvicinassi sempre più a lei.
Lui la fissò sorpreso e poi sorrise malinconico, quasi arreso alla determinazione della ragazza.
  • Come preferisci. Ma ricordati che in qualsiasi momento potrai contare sulla mia collaborazione.
  • Grazie.
In quel momento l'esibizione di May era terminata e la presentatrice stava per chiamare il prossimo concorrente.
  • Dal villaggio due foglie, Kenny, dominatore della foglia!
  • È il mio turno- fece un respiro, per cacciare la tensione. Dawn fece per dire qualcosa, ma due braccia accinsero lei e Kenny per le spalle, stringendoli a sé.
  • Animo, amico!- era il biondino, che in un lampo era piombato su di loro abbracciandoli affettuosamente- C'è un sacco di gente là fuori tutta emozionata. Non deluderli!
Kenny e Dawn lo guardarono, poi il castano sorrise e si rilassò.
  • Certo che no. E tu vedi di non esaurire subito le tue pile o sarà troppo facile batterti- scherzò e Barry li lasciò andare- A dopo- li salutò e si diresse verso il palco.
Lei lo osservò mentre si avviava, ancora con in bocca le parole non dette.
Chissà perchè si soffermò a fissare le sue spalle. Forse perchè involontariamente le avevano ricordato il giorno che Kenny le aveva salvato la vita, il giorno in cui sua madre fu rapita dal villaggio e Kenny approfittando della confusione l'aveva trascinata via. Era così sotto shock quel giorno, che non aveva avuto l'occasione di ringraziarlo. Di seguito le cose erano accadute così in fretta, tutti i bambini erano stati condotti in un posto sicuro, lei era stata affidata al professore Rowan, vecchio amico di sua madre, mentre Kenny era stato ospitato da dei conoscenti, finché dopo tre anni se n'era andato. Non prima di averla salutata e aver scherzato un po' con lei. E lei, be' come al solito si era offesa e gli aveva sbattuto la porta in faccia.
Kenny... era un ragazzino fastidioso il più delle volte, ma doveva ammettere che con lui non riusciva a mantenere il broncio. Però solo ora, rivedendolo dopo tanto tempo e a mente più aperta, poteva ricordare come da piccola quanto le erano sembrate protettive quelle spalle.


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Finora se l'erano cavati bene i concorrenti e non c'era stato nessun segno d'allarme. A parte l'esibizione di Barry, che per poco non aveva fulminato un giudice. Poi c'erano guardie ad ogni entrata dello stadio. Forse erano stati troppo precipitosi nel pensare che il Team Magma poteva intrufolarsi come l'ultima volta.
Gli era capitato di intravedere qualche volto familiare, ma era perché alcuni di essi avevano partecipato al Contest precedente e gli avevano dato una mano ad evacuare la folla.
Ciononostante era teso. Le parole di Melody gli ronzavano nella testa e non ne poteva parlare con Misty. Poteva capire la pressione su Melody, il conoscere e non poterlo rivelare. Ma doveva aiutarla. Era suo dovere come compagno di squadra.
  • Ed ora, un altro concorrente dal villaggio Due Foglie... Dawn!
Brock si sporse per vedere la ragazza che avanzava sul palco. Ops, aveva inciampato! Però era riuscita a restare in equilibrio e riprendere come niente fosse.
Sorrise. Da come si muoveva sul palco aveva superato l'imbarazzo iniziale e stava dando il meglio di lei. Dawn era cambiata molto dal giorno che si era unita al gruppo.
Se solo George fosse rimasto, ora anche lui avrebbe progredito enormemente. Se George fosse rimasto...
Ricordava ancora il suo volto sconvolto nella loro ultima battaglia contro dei dominatori del fuoco, quando ancora faceva parte del Team Luce.
Sospirò. Quel ragazzo era così cambiato drasticamente da quel giorno. Ma nei momenti che non dovevano combattere, era gentile e allegro, un ragazzo semplice il cui desiderio era proteggere il suo paese e la sua amica d'infanzia.
Il più delle volte stare accanto ad Ash, era come ritrovarsi accanto al suo amico George. Ma anche se in certi aspetti erano simili, in profondità non lo erano. George era spinto inizialmente da principi di giustizia e fedeltà. Ash invece combatteva senza un vero scopo, non perché ci tenesse al suo Paese, non perché gli piacesse uccidere o aspirasse al potere. E allora cosa?
Sospirò nuovamente. Sinceramente, non lo sapeva neanche lui. Pensava che l'unica cosa che lo tratteneva lì, era il legame che si era stretto con il gruppo. Ma sarebbe bastato?


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  • Dawn se la sta cavando bene- disse Ash emozionato, vedendo i suoi compagni esibirsi al palco.
Vedendo tutti quei partecipanti sorridere e entusiasmarsi, per un attimo dimenticò per quale motivo era lì. Una guerra... nei territori del paese del fuoco... a soli pochi passi dal Signore del Fuoco...
  • Pazzesco... è incredibile come possiate essere così spensierati, in un clima così teso- fece una voce di una persona che si era affiancata a lui a guardare il palco. Per un istante Ash non ci fece caso- Misty è cambiata anche in questo.
Sentire nominare il nome della ragazza, fece reagire il ragazzo. Si voltò di scatto, accanto a lui c'era un ragazzo coperto dal cappuccio. In una frazione di secondo, la sua figura gli riportò l'immagine di un tizio incrociato al palazzo di Cerulean City. Il misterioso intruso che aveva bloccato le guardie in quel raggelante spettacolo, mentre lui correva a fermare il matrimonio di Misty.
Il ragazzo si fece scivolare il cappuccio, rivelando capelli castani e occhi celesti.
  • … tu!- esclamò indicandolo, tra l'incredulo e allarmato.
L'altro lo fissò in silenzio senza scomporsi. Ash indietreggiò con un balzo e si mise sulla difensiva.
  • Sei qui per Misty?! O sei qui per eliminare me prima! Ti impedirò di fare del male a lei o altri dei nostri compagni.
  • Sempre così chiassosi voi fiammicolai- sbuffò annoiato. Ash fece una smorfia- E comunque, non sono qui per combattere. Non ora per lo meno- il moro lo guardò diffidente.
  • Che intendi dire?
  • Misty ti ha spiegato perché odia i dominatori del fuoco? Perché ha deciso di andarsene da Cerulean City?
Ash allentò la tensione nelle sue braccia e annuì.
  • L'invasione dei dominatori del fuoco a Cerulean City...
  • Ma non ti ha raccontato precisamente cosa accadde nelle due invasioni del paese del fuoco.
Ash lo guardò perplesso. Misty non gli aveva accennato a due guerre. Il castano lo guardò con un mezzo sorriso. Aveva colpito nel punto giusto.
  • Avrà avuto i suoi motivi...- la giustificò, senza poter evitare di sentirsi infastidito dallo sguardo di George.
  • Certo, i suoi motivi...- ripetè quasi deridendolo- Credevo che tu conoscessi un po' meglio la tua leader.
  • Questo non ti riguarda- tagliò corto, innervosito- Ma qualcosa mi dice che non vedi l'ora di raccontarmelo.
  • Chissà- fece un sorriso enigmatico e tornò a guardare il palco- Nella prima invasione, io e Misty eravamo ancora piccoli e ignari di quanto stesse accadendo. In quanto figlio della guardia ufficiale del Palazzo, passavo molto tempo con lady Misty e quel giorno ero con lei. Quando arrivarono i primi soldati, seguiti da esplosioni, il re e le guardie si precipitarono a proteggere la città. Ma erano impreparati e non conoscevano la forza nemica. L'attacco per fortuna non durò a lungo, così come erano entrati se n'erano andati, lasciando dietro una scia di morti. E tra quelli, c'era anche la madre di Misty.
Ash lo guardò sorpreso.
  • La regina era una donna di una gentilezza e di una bellezza incredibile. Ma per quanto si mostrasse sempre educata e riservata, era molto decisa e protettiva. Nel giorno dell'attacco, lei si allontanò dalle sue figlie, perché aveva a cuore le sorti del re e del paese, e raggiunse il campo di battaglia. Ma quello che noi ignoravamo, incluso Misty tutt'ora, è che la regina era una dominatrice dell'acqua, un incredibile combattente come sua figlia. Lottò senza sosta, ma nel tentativo di raggiungere il marito, fu attaccata alle spalle e morì. Misty preoccupata per lei, era scappata e aveva cercato di raggiungere la madre. Non si aspettava di assistere alla sua morte, con il padre che cercava di rianimarla.
Ash rimase silenzioso. Perché sapere quelle cose sul passato di Misty, lo facevano star più male? Un passato che lei aveva gelosamente custodito e che solo a tratti se ne poteva intravedere.
  • Il secondo attacco fu più crudele e devastante. Infatti l'attacco precedente aveva il solo scopo di constatare l'effettiva forza di Cerulean City. Attaccarono due anni dopo e in quell'occasione non ero con Misty. Una volta scattato l'allarme, mio padre mi mandò al sicuro all'interno del Palazzo. Non volevo andarmene, volevo combattere con lui, però mi ricordai che se non fossi andato da Misty, lei avrebbe commesso qualche pazzia. Ma era tardi quando arrivai, lei non c'era. La trovai in strada davanti al corpo del Re, ferito e privo di sensi. Poi uno dei nemici, quello che probabilmente lo aveva attaccato, decise di portarsi via il cadavere. Misty, che era solo una ragazzina, fu risparmiata. Avevano vinto, avevano ucciso il sovrano di Cerulean City, avevano decimato la popolazione, distrutto abitazioni e negozi... non avevano più motivo di rimanere lì. Così se ne andarono- socchiuse gli occhi nel ricordare le ultime immagini, le sue braccia si erano tese nel stringere i pugni. Poi con un sospiro rilassò la mano- Il resto lo saprai, sei stato a Cerulean. Con il Re fuori dai piedi, senza più una guida che ridia speranza alla gente, fu scelto un sostituto. Il Presidente, che grazie al fatto di essere promesso sposo di Daisy, salì al potere.
Già, il Presidente... Ash lo ricordava bene. Si sentì fremere di rabbia al ricordo dell'inganno a danno di Misty e il continuo cercare di ucciderla.
  • Io avevo perso mio padre e Misty entrambi i genitori, per mano degli invasori- continuò il castano- E stava anche perdendo il suo posto nel Palazzo, per colpa del Presidente. Com'era da aspettarsi, Misty cambiò drasticamente. La città cambiò. Giurammo di fronte alle tombe dei nostri cari, che li avremmo vendicati. E divenne l'ossessione di Misty. Tempo dopo riuscimmo a scappare dalla città, con la promessa di tornarci da vincitori- sorrise malinconico- Ma non è andata come speravamo... le nostre strade si sono divise irrimediabilmente.
  • Misty non ha fatto che aspettarti- disse Ash, prendendo la parola. Non che questo non fosse già noto, ma voleva rimarcare quel punto con dissapunto- Non faceva che ripetere che saresti tornato da lei. Sei tu che hai deciso di allearti con il Team Aqua e di cercare di ucciderla. In questo non sei tanto diverso dai suoi nemici.
Il castano tornò a scrutarlo con occhi gelidi.
  • Vero. L'ho fatto- ammise senza scomporsi. E in questo George ricordava i movimenti pacati del Presidente- Quando avevamo iniziato il nostro viaggio eravamo soli, inesperti e ignari di ciò che ci attendeva al di là delle mura. Ivi fu la nostra prima insegnante e Brock il nostro primo compagno. Ora siete un gruppo numeroso, ma quando combattevamo eravamo solo io e Misty. E di dominatori spietati ne incontravamo tanti, il più delle volte dovevo costringere Misty a ritirarci. E' stato durante uno scontro che mi resi conto che... di quel passo, non saremmo riusciti a raggiungere il Signore del Fuoco, integri. Potevamo morire in qualsiasi momento, Misty poteva morire. E a quel punto capì che dovevo agire in altro modo. Dovevo diventare forte da solo, per il mio paese e per Misty- Ash inarcò il sopracciglio.
  • E questo includeva anche ucciderla?
  • No- scosse la testa- Non era per quello che mi sono unito al Team Aqua. Speravo che Misty avrebbe compreso che stava sbagliando a cercare alleati in quel modo e che mi avrebbe raggiunto...
  • Non approvava il modo di agire del Team Aqua.
Il castano tornò a guardare il palco.
  • Ti sei mai chiesto perché solo a un passo dalla morte ci pentiamo dei nostri errori e ricordiamo chi è davvero importante per noi? Credo che sia un segno che la vita ci dà, per darci la possibilità di guardare la realtà con altri occhi. Io l'ho colta, questa realtà, sai?- lo guardò con uno strana luce negli occhi- Una realtà rimasta nascosta a lungo...
Ash lo guardò come se avesse davanti un pazzo. Non capiva a cosa si stesse riferendo. Non sapeva ancora che intenzioni aveva e non poteva abbassare la guardia.
  • Cosa ci facevi a Cerulean City? Perché non mi hai attaccato?- chiese finalmente. Era da quando era ricomparso che se lo domandava.
George lo fissò a lungo, poi sorrise.
  • Ricordo il periodo prima delle invasioni, i giorni che abbiamo passato insieme, io e Misty. Lei era una piccola lady, io un semplice figlio di un soldato al servizio del Re. La Misty di quel tempo non pensava alla vendetta, non odiava il prossimo, lei era dolce e premurosa con tutti. Fin dal primo momento che i nostri padri ci hanno fatto conoscere, ho creduto che lei fosse una creatura celestiale e che io non sarei mai stato all'altezza di starle vicino. L'unica cosa che potevo fare era proteggerla. Quando ho saputo dei piani del Presidente di farla sposare, inizialmente ero deciso a non intervenire. Misty sarebbe stata al sicuro al Palazzo, protetta e lontana dalla guerra. Ma poi ho ricordato cosa mi aveva spinto a partire con lei. E non era solo la vendetta- George si rimise il cappuccio in testa e si voltò- Non sei l'unico che prova qualcosa per lei- disse serio. Appoggiando una mano sulla spalla di Ash, gli parlò vicino all'orecchio- Però tu sei un dominatore del fuoco, ricordatelo, non potrà mai esserci niente tra voi. Io l'amo davvero, ho più diritto di chiunque altro a stare con lei. E farò di tutto per dimostrarlo.
Ash non seppe cosa rispondere e rimase in silenzio. Non solo perché gli aveva appena rivelato di amare Misty, ma anche perché ancora una volta, gli era stato sbattuto in faccia l'unione proibita tra un dominatore del fuoco e dell'acqua.
George silenziosamente si allontanò, senza che Ash lo fermasse. Ma che poteva fare comunque? Non è che avesse detto che era buono, ma neanche il contrario. Doveva correre ad avvertire Misty? Ma così facendo, avrebbe finito per agitarsi e rendersi più vulnerabile. E poi, cosa voleva ottenere lui, raccontandogli quelle cose? Non era a Misty che doveva dirle? Non era lei che doveva perdonarlo?
Poi qualcosa saltò nella sua mente.
Era una dichiarazione di guerra. Non una dichiarazione qualsiasi, questa era legata a Misty, era una dichiarazione per la conquista del suo cuore. E che avrebbe fatto qualsiasi cosa per vincere.
Alle sue spalle sentì le ovazioni per l'esibizione di Dawn.


≈≈≈**≈≈≈**≈≈≈**≈≈≈

Era terminato. L'ultimo concorrente aveva appena concluso la sua esibizione e si era ritirato dal palco, lasciando la presentatrice parlare.
  • Ottimo, ottimo!- disse lei entusiasta- E con Brendan di Albanova, si conclude la prima fase. Ora toccherà ai giudici dare dei voti alle esibizioni e i primi sei che avranno ottenuto il punteggio più alto, passeranno alla fase successiva.
La castana che stava osservando dagli spalti, si mise in piedi. Le sue amiche si erano esibite ed era andato bene, nessun pericolo.
In parte era dispiaciuta di non aver partecipato, ma sentiva che era più sicuro rimanere sugli spalti con gli altri.
Forse però questa volta si era allarmata troppo presto. Tanto valeva ormai scendere giù e congratularsi con May e Dawn.
Una fitta attraversò il suo corpo e le mancò il fiato. Si lasciò cadere sul suo posto, pallida in volto.
Cos'è tra stato? Quelle immagini, quella sensazione sgradevole...
Si strinse nelle braccia e si guardò intorno allarmata. Niente. Tutto tranquillo. Gli spettatori parlavano tra di loro e commentavano le esibizioni. Non c'era traccia di qualche nemico infiltrato.
Ma allora perché quella sensazione non l'abbandonava?
Sentiva qualcosa nell'aria di strano... si agitava e si avvicinava... ma cosa?
Alzò lo sguardo smarrita sul cielo nebbioso. Non poteva correre dagli altri, senza una reale minaccia. Non voleva sembrare un allarmista.
Quelle nuvole, erano davvero immense. Se fosse riuscita a salire così in alto, forse avrebbe potuto controllare meglio lo stadio da lassù.
Quella nuvola poi si stava scurendo lentamente... e lì capì.
Altre persone avevano alzato lo sguardo al cielo. Il tempo di afferrare il fischietto che teneva in tasca e soffiarci, e qualcosa piombò al centro dello stadio.


≈≈≈**≈≈≈**≈≈≈**≈≈≈

Correva e correva, i lunghi capelli color viola che svolazzavano liberi, i pugni serrati e gli occhi lucidi. Inciampò e cadde a terra sulla soffice neve.
  • Argh!!- gridò frustrata, mettendosi in ginocchio e sbattendo le mani.
Era frustata, arrabbiata per l'ennesima litigata. E aveva corso così tanto che non ricordava dove era finita. La neve aveva coperto gran parte della vegetazione, ma poteva dedurre che si trovava nella foresta poco distante dalla città.
Quando sentì un rumore alle sue spalle, ricordò che non le era permesso addentrarsi in quella foresta e vedendo quel pokèmon dietro di lei, si pentì di non aver fatto attenzione. Regice, il pokèmon fatto di solo ghiaccio, si sollevava dal suolo e guardava minaccioso il piccolo essere umano.
Presa alla sprovvista, la bambina non si era preparata ad affrontarlo. Regice si mosse per primo, ma un attacco d'acqua lo colpì prima di una sua mossa.

  • Regice, lasciala stare!- disse la vocina di un altro essere umano- Non sapeva che era il tuo territorio! Non è qui per farti del male.
La bambina guardò l'interlocutore, era una bambina della sua stessa età. Corti capelli color arancio raccolti in un codino e occhi color verde acqua. Magrolina, con indosso una maglietta e un pantaloncino, che anche a prima vista si poteva notare che erano vecchi e consumati.
  • Riesci a correre verso di me?- chiese la sconosciuta.
La bambina annuì e si alzò adagio.
Il pokèmon la fissò, ma non si mosse. Però non appena lei diede le spalle, il pokèmon reagì e cercò di raggiungerla.
Una palla di neve sfiorò la bambina e colpì il pokèmon sugli occhi. Ne arrivarono altri due e il pokèmon decise di ritirarsi. La bambina tirò un sospiro di sollievo e guardò sorpresa la sua salvatrice. Questa teneva sospese in aria altre palle di neve e non appena rilassò le braccia, esse caddero per terra. Era una dominatrice dell'acqua!

  • Tutto bene?- chiese la sconosciuta, venendole incontro- Regice non è pericoloso, ma tende ad attaccare se pensa di essere in pericolo.
Ora che la vedeva meglio, quella bambina aveva ciuffi di capelli in disordine e la pelle scoperta era macchiata di terra e acqua, persino sul viso.
  • Wow, sei stata magnifica!- esclamò la bambina dai lunghi capelli viola- Sei una dominatrice!
L'altra fece un sorrisino imbarazzato.
  • Trovi?
  • Ma dove hai imparato? Credevo che a noi non fosse permesso praticare il dominio.
  • Dai pokèmon- disse l'altra semplicemente- Sai, se stai ad osservarli e a imitarli, se ne escono fuori dei bei attacchi- poi la osservò- Come ti chiami?
  • Ivi. Tu?
  • Kasumi.
  • Dove vivi? Non ricordo di averti visto...
  • Un po' dappertutto- poi spiegò- Sono orfana. Dei signori mi ospitano da loro- sorrise, come se il fatto non le procurasse problemi.
  • Oh...- chinò la testa- Io ho perso mia madre qualche giorno fa. Era ammalata, ma la medicina che le serviva, arrivava dal paese della foglia...- strinse forte le mani con fremito di rabbia- Ma erano state bloccate le importazioni...
  • Mi dispiace- l'abbracciò di getto. Gesto che sorprese molto Ivi, visto che era la prima volta che le due si incontravano- Io non ricordo niente dei miei genitori, mi hanno solo raccontato che facevano parte di un clan famoso di Cerulean City e sono morti in un rogo insieme alla casa. Ma perdere qualcuno che ci è vicino, dev'essere davvero triste- la strinse forte- Io ti starò vicina, se hai bisogno di sfogarti.
L'altra non seppe cosa rispondere, ma quel calore di quell'abbraccio...non le importava se l'altra era una sconosciuta o che le stava probabilmente macchiando il vestito. Avere qualcuno accanto che potesse sentire la sua sofferenza, le faceva ricordare gli ultimi momenti passati con la madre. Strinse forte la maglietta della sconosciuta e pianse. Pianse, come non aveva potuto fare davanti a suo padre e al corpo freddo della madre. Pianse sfogando la sua rabbia, la sua impotenza di essere solo una bambina e l'incredulità di una realtà così amara.

26 ottobre 2012

Fic in corso: Cap. 43

Velocemente, avrete notato che ho aggiornato il menù a destra, sistemato i link che non funzionano (se ne ho saltato qualcuno, avvisatemi), e cambiato alcune musiche del sito, tanto per cambiare l'atmosfera dei capitoli che verranno. Purtroppo non sono riuscita a fare un granché con questo capitolo, temo pure che ci siano degli errori XP Ma almeno sto già lavorando ai prossimi capitoli, quindi il capitolo 44 potrà essere già pubblicato settimana prossima (e se non farò modifiche ulteriori, anche il capitolo 45 uscirà di seguito).
Eh no, non siamo ancora nel vivo dell'azione, ma accadranno parecchie cose in questi capitoli. E nel capitolo 46 ci sarà una svolta nella fic. No, non è la fine, anche se mancano pochi capitoli (per modo di dire XD), e massimo massimo, terminerò con il capitolo 50.

Riassunto delle puntate precedenti...Ash, membro del Team Magma, si incontra con il famoso Team Luce, che altri non è che un gruppo di ragazzi della sua stessa età, che dominano diversi elementi. Il ragazzo decide quindi di unirsi a loro, fingendosi dalla loro parte, ma con il vero obiettivo di eliminarli. Le cose non vanno come pianificato, Ash finisce per affezionarsi al gruppetto e alla leader Misty. Dopo una serie di eventi, Ash rivela il suo vero obiettivo ai suoi nuovi compagni di viaggio e decide seriamente di abbandonare il Team Magma. Ma tale decisione non può essere presa alla leggera, Ash è tormentato dal suo passato che minaccia di distruggere il Team Luce e sebbene tenti di mascherarlo, sa che un giorno o l'altro non riuscirà a sfuggirgli.
Melody, la dominatrice dell'aria, ha un contatto ravvicinato con Gary, membro del Team Magma, che la porta ad avere delle visioni, di cui alcune premonitrici. Il gruppo viene messo al corrente di tale pericolo, ma questo non basta a fermare la loro missione: sconfiggere il Signore del Fuoco.
Finalmente il Team Luce arriva nei territori del Paese del fuoco, ma un esuberante e alquanto strano ragazzo, si mette nel loro cammino, rivelandogli in seguito l'inizio di un nuovo Contest dei Domini.



Cap. 43



Fuoco...fuoco...
Tutt'intorno vedeva solo fiamme. La ragazza si guardò intorno, non c'erano vie di fuga: era circondata dal fuoco. Non vedeva aldilà delle fiamme e questo la terrorizzava. Respirava e vedeva con fatica.
Doveva utilizzare il suo dominio...ma in quel momento le sue forze le vennero a mancare.
Era debole e si lasciò cadere sulle sue ginocchia. Niente, nessuno dei suoi amici a darle un aiuto.
Il suo sguardo incredulo e terrorizzato si posò sull'artefice di tutta quella distruzione.
  • Pe...perché...?- sussurrò con le lacrime agli occhi, mentre un sorriso maligno si dipinse sul volto della persona.
Sapeva che era la sua fine.
Il fuoco aumentò e l'avvolse divorandola.
  • Ahhh!



  • Il concorso di domini?- chiese perplessa Dawn- Ma non si doveva tenere a Petalopoli?
Il gruppetto stava avanzando nella nebbia, guidati da Melody e May. Le uniche a poter percepire qualcosa, nonostante la poca visibilità.
  • È stata spostata- spiegò Barry- Sai, battaglie e altro...un macello, sì.
  • Credi sia un piano del Signore del Fuoco?- chiese Misty a Brock.
  • Attaccare i concorsi dei domini? Comincio a credere di sì. Se ci pensiamo, se il Signore del Fuoco vuole eliminare qualsiasi ribellione, luoghi come i concorsi dei domini dove si scontrano i migliori dominatori, possono diventare un modo per permettere ai ribelli di allearsi tra di loro e diventare un problema per il Paese del fuoco.
  • Ma è assurdo che si tenga proprio qui un concorso- disse May scettica- Non ricordate che siamo nei territori del paese del fuoco?
  • Ehi, mica li organizzo io i concorsi- disse Barry alzando le spalle.
  • Forse hanno pensato di raggirare il problema- disse Ash- Il Team Magma è così concentrato a scovare i ribelli, che non si aspettano di trovarseli a pochi passi da casa loro.
  • Mi sorprende questa tua deduzione, Ash- fece Misty divertita, mentre lui ricambiava con un altra smorfia.
  • Sempre così gentile, Misty.
Dal giorno in cui lui aveva interrotto il suo matrimonio, dal momento in cui si era dovuti unire nel combattere, si era creata una certa tensione tra i due, sebbene lo mascherassero bene. E Ash non capiva perché tutt'ora ripensava al momento in cui l'aveva vista in abito da sposa e aveva desiderato sfiorarle le labbra. Non si era sentito mai così accalorato come in quella occasione.
  • Misty? È questo il tuo nome?- chiese Barry, arretrando e camminando affianco alla ragazza- Bel nome, per una bella dominatrice dell'acqua- le sorrise galante.
Misty lo guardò perplessa. Come poteva andare in giro nei territori del nemico ed essere così spensierato? No, o si sentiva così sicuro delle sue abilità o non aveva avuto modo di combattere per davvero.
Ash invece lo guardò con un certo fastidio. Non sapeva se per l'orgoglio di non averlo potuto neanche sfiorare o perché stava troppo vicino a Misty.
Scosse la testa. Perché doveva dargli fastidio una cosa del genere!
  • Siamo sicuri che non sia un tipo sospetto?- chiese Ash a Dawn.
Lei ridacchiò.
  • Barry è sempre stato così, da quanto mi ricordo. Troppo esuberante e con qualche rotella fuori posto.
  • Ti ho sentita Dawn!- fece Barry comparendo dietro di lei e facendoli sussultare.
Ash sbatté le palpebre. Si era avvicinato in un secondo, senza farsi notare. Non c'era dubbio, era davvero veloce.
  • Oh, un Pikachu!- notò il pokèmon sulla spalla di Ash e lo afferrò, senza che il moro poté dire niente. Il pokèmon reagì lanciandogli una scarica elettrica.
  • Pikachu!- esclamò Ash sorpreso, anche se per niente arrabbiato con il pokèmon. In fondo se l'era cercata quel Barry.
  • Stai bene?- chiese Misty, ricordando quanto forti fossero le scosse di Pikachu.
  • Uao!- ridacchiò lui come se non gli avesse fatto niente- Ne hai di energia, amico! Ma io sono più forte, sai?- e gli mandò una scossa elettrica.
Il pokèmon ricevette e ricambiò, come una sorta di gioco. Gli altri guardarono stupiti questo cambio di scosse.
  • Te l'avevo detto che gli mancava qualche rotella- sussurrò Dawn a Ash- Ma è simpatico- concluse.
  • Ragazzi, non vorrei rovinare questo idillico momento, ma non siamo soli- disse May- Sento un fermento di passi poco distante.
  • Facciamo luce su questo mistero- disse Melody e spazzò la nebbia intorno a loro.
I ragazzi spalancarono gli occhi, solo ora si poteva vedere un maestoso stadio e gruppetti di persone camminare tutto intorno. Tre uomini muscolosi in divisa verde, si aggiravano a passo lento tra la folla dando un occhiata qua e là con discrezione e calma, mentre altri due erano a pochi passi da loro, immobili uno fianco all'altro, facendo quasi da ingresso alla zona.
  • Da dove è saltata questa costruzione?- fece incredule Ash- Non c'era prima!
  • Forti, vero?- fece emozionato Barry- Gli organizzatori ne inventano una dietro l'altra.
  • Vuoi dire che questa nebbia...è opera loro?
  • Certo- fece la voce di una donna, raggiungendoli. La riconobbero, era la stessa che aveva presentato il concorso la volta precedente- La nebbia è un modo per nascondere lo stadio e disorientare eventuali nemici. Bisogna essere cauti di questi tempi.
I ragazzi si guardarono a vicenda. Si aspettavano di tutto nel territorio del fuoco, ma questo proprio no. Si fecero condurre dalla donna più all'interno della zona, oltre i due uomini che facevano da guardia. Una volta arrivati in prossimità allo stadio, la nebbia era scomparsa totalmente, mentre alle loro spalle il bosco era tornato ad immergersi nella fitta nebbia, così come le due guardie. Era come essere protetti da una barriera invisibile.
  • Non credete che possano comunque trovare il posto?- chiese Misty.
  • Certo, c'è questa eventualità- spiegò la donna- Ma abbiamo con noi domatori esperti in lotta e difesa. Si occuperanno loro di proteggere gli spettatori in caso di attacco- Misty la guardò dubbiosa. Sarebbe bastato per tenere alla larga i nemici?- Non preoccupatevi per questo- le sorrise, intuendo la preoccupazione della ragazza- Voi partecipate e rilassatevi, al resto ci penseremo noi. Le iscrizioni si fanno al bancone centrale.
  • Andiamo subito a iscriverci!- esclamò Barry, trascinando Dawn.
  • Iscriverci?- ripeté Dawn.
  • Sì, Kenny mi ha detto che anche tu partecipi ai concorsi di domini.
Dawn ricordò quella mezza verità a Kenny. Era vero che aveva partecipato al concorso, ma era stata una sola volta, e per di più in quel momento erano lì per combattere, non si sarebbero certo fermati a partecipare.
Sospirò. Come poteva dirlo, senza fare la figura della bugiarda?
  • Barry!- ecco, ci mancava proprio lui!
Il ragazzo castano corse verso il biondo.
  • Accidenti a te, se tu non avessi così fretta, ti avrei condotto io qui! Ma tu no, non mi ascolti mai! E...- si bloccò notando la ragazza dai capelli blu nel gruppetto- Dawn!
  • Eh...ciao Kenny- salutò rassegnata. Ormai era troppo tardi per passare inosservata.
  • Pensa un po', ho incontrato la tua ragazza mentre venivo qui.
  • Che?!- esclamò Dawn alla parola ragazza.
  • Barry!- disse Kenny arrossendo e cercando di mascherarlo con una risata- Eh, dice sempre cose senza senso- guardò Dawn- E così, sei venuta. Temevo che non avresti trovato la strada.
  • E invece eccomi qui...- cercò di sorridere, ma non sapeva come togliersi dall'impiccio.
  • Qualcosa non va Misty?- chiese Brock.
  • Stavo pensando...quella donna mi sembra troppo tranquilla. Si affidano troppo alle loro guardie. Tu pensi che le loro difese bastino a tenere nascosto questo stadio?
  • Temo di no- ammise Brock.
  • Allora non possiamo andarcene- disse lei seria- Questa gente, potrebbe essere nuovamente vittima del Team Magma.
  • Sono d'accordo. Pensi che dovremmo anche partecipare?
Lei lo guardò assorta nei suoi pensieri.


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  • Maestro, maestro!
  • Xam, ti ho già detto di non chiamarmi così- fece l'altro con aria stanca, allontanandosi dalla donna del bancone, dove minuti prima stava lasciando i suoi dati.
  • D'accordo- disse il bambino, mentre i due si dirigevano in un'altra direzione- Però pensi che sia prudente partecipare? Ci troviamo in territorio nemico...
  • Lo so, ma se voglio diventare il migliore, non posso perdermi questi incontri.
  • Giusto, giusto...Ma sono certo che non avrai problemi a sconfiggere questi concorrenti.
  • Spero di no- disse Drew, Xam lo guardò senza capire- Non avrebbe senso confrontarmi con avversari facili da battere, se il mio obiettivo è fare esperienza.
  • Oh, uhm. Giusto- annuì- Allora farò il tifo per te dagli spalti! Però il concorso inizierà domani, cosa faremo nel frattempo?
  • Direi prima di trovare un posto dove sistemarci per la notte. Con tutta questa gente, sarà già tanto trovare un posto tranquillo dove potermi allenare.


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  • Partecipiamo?!- esclamò May incredule.
Misty annui. Il Team Luce si era riunito per conto loro, lontani da orecchie indiscrete.
  • Ma non avevamo fretta di raggiungere il Signore del Fuoco?- chiese Ash contrariato.
  • Sì- annuì nuovamente- Ma temiamo che il Team Magma possa scoprire questo luogo e attaccare- li guardò- So che abbiamo fretta, ma non me la sento di abbandonarli. Non avrebbe senso il nostro viaggio per fermare la guerra, se permettiamo al Team Luce di fare altre vittime.
  • Abbiamo pensato che il modo migliore per non dare nell'occhio sia proprio partecipare al concorso- spiegò Brock- Non tutti, ovviamente.
  • Io partecipo!- esclamò Dawn, facendo voltare i loro visi su di lei- Voglio dire...- si schiarì la gola- Mi offro di partecipare al Contest.
  • Voglio partecipare anch'io- si aggiunse May.
  • Siete sicure?- chiese Brock, ricordando l'ultimo Contest e di come loro erano state coinvolte nell'esplosione.
Le due annuirono convinte.
Brock guardò Misty. Anche lei annuì.
  • Voglio però che teniate in mente questo, non siamo qui per partecipare- precisò lei- Dovrete aspettarvi in qualsiasi momento di venire attaccate. E in quel caso, voglio che combattiate con tutte le vostre forze. Loro non avranno pietà con noi, non esiteranno ad ucciderci. Perciò, non abbassate mai la guardia.


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    Ash si sdraiò sul prato. Pikachu era con gli altri che si divertiva a vedere May e Dawn che si preparavano per il Contest. E a lui invece non divertiva. Pensava solo al momento in cui si sarebbero scontrati con il Team Magma, con Gary...e con il Signore del Fuoco.
    Chiuse gli occhi.
    Quanto tempo era passato da quando si era imbarcato in questa nuova avventura?
    Non riusciva ancora a credere quante cose era accadute da quel giorno che era andato in giro in perlustrazione. Si era incrociato con Misty, che l'aveva condotto dal famoso Team Luce. All'epoca non sapeva che Misty era la leader, non conosceva la storia di ognuno di loro, non sapeva per cosa stavano lottando. Voleva solo adescarli nella sua trappola ed eliminarli. Un desiderio egoistico e pieno di crudeltà. Provò ad immaginarsi, se quella notte, lui si fosse deciso ad uccidere Misty e eliminare tutto il gruppo, cosa sarebbe cambiato? Sarebbe tornato vittorioso, l'unico ad aver sconfitto il Team Luce. Gary non avrebbe avuto modo di avanzare di grado. Sarebbe stato ora Ash a dare ordini e organizzare altre spedizioni per uccidere ribelli. E con il Team Luce fuori dai piedi, la speranza dei pochi ribelli sarebbe stata spazzata. Non avrebbero più incontrato ostacoli alla conquista dei territori. Il Signore del Fuoco avrebbe vinto.
    E lui? Che fine avrebbe fatto Ash?
    Vivendo solo per il gusto di combattere e uccidendo senza rimorsi...sarebbe diventato come Gary. Un mostro.
    L'idea lo terrorizzò e strizzò gli occhi.
    Ma le cose non erano andate così. Lui non aveva avuto il coraggio di uccidere Misty, né nessun altro del gruppo. Accanto a loro, Ash era solo un dominatore del fuoco e questo lo tranquillizzava.
    Un dolce tepore lo pervase ricordando il momento in cui il suo viso era così vicino a quello di Misty, e le loro mani che si erano incrociate durante la lotta.
    Si lasciò cullare da quelle sensazioni e si addormentò, sperando che i brutti ricordi non lo tormentassero.
    Una figura si avvicinò a lui silenziosamente. Si inginocchiò vicino ad Ash e chinando la testa, toccò con la fronte la testa di Ash.
    I lunghi capelli castani ricaddero giù.
    Socchiuse gli occhi e fu pervasa da una sensazione familiare. I ricordi e i sogni del ragazzo fluirono in lei.
    Ash spalancò gli occhi e si mise seduto di colpo. Ansimando e cercando di riprendere il controllo su di sé.
    Cos'era stato? Era come se qualcosa avesse interferito nei suoi sogni...no, non sogni, incubi. E qualcuno era lì ad osservare. Si sentì rabbrividire e non capiva il perché.
    Si asciugò la fronte di sudore e cercò di dimenticare un incubo ricorrente, da quando si era scontrato con Gary. Era come se i suoi incubi lo stessero mettendo in guardia.
    Si alzò in piedi. Chissà se gli altri erano ancora presi con i preparativi. Sperò di trovare Brock libero, aveva bisogno di scaricare la tensione accumulata con un incontro d'allenamento.
    Camminò tenendosi ancora la testa, come scacciando via una sensazione sgradevole, quando sentì un suono familiare. Cambiò direzione e si diresse vicino ad un lago. Misty si stava esercitando con il dominio dell'acqua. Era molto concentrata nei movimenti del corpo, che non si era accorta del suo arrivo.
    Lui rimase lì a fissarla. Era come quella notte di tempo prima durante una festa, dopo che l'ennesimo litigio tra i due li aveva messi di cattivo umore. Ricordava come Misty avesse reagito male, quando lui aveva accennato a George e alla sua assurda speranza di riportarlo indietro. E questo solo perché Ash non voleva parlare di sé. Quella stessa sera, comprendendo di aver esagerato, l'aveva trovata in riva al mare di Vela Town a dominare l'acqua e ne era rimasto per qualche istante affascinato.
    Se il mio modo di agire non ti va bene, se non approvi le mie scelte, non ti obbligo a seguirmi. Non sei costretto a rimanere nel Team. Sei libero di andartene. Così come non obbligo gli altri a venire con me. Però se decidi di restare, dovrai sottostare alle mie decisioni. Non dovrai muoverti per conto tuo o agire in modo sconsiderato. Per quanto possa suonare sciocco, io tengo ai miei compagni. E se tu diventerai parte del gruppo, non potrò fare a meno di preoccuparmi di te. In quanto a me…non ti chiederò più di raccontarmi di te. Non ti assillerò più con domande. Non ha più importanza chi eri, ma solo chi sei adesso. Se mi seguirai, sappi che il mio obiettivo è quello di sempre, fermare il Signore del Fuoco e non mi fermerò davanti a niente.
    Ricordando quelle parole e le avventure vissute da lì in poi, era come una tortura. Si sentiva stringere lo stomaco, come se gli incubi tornassero a galla.
    Misty si era confidata con Ash, aveva conquistato nuovamente la sua fiducia rivelandole una parte del suo passato. E ciononostante, lui non riusciva a fare altrettanto con lei.
    Ancora una volta Misty aveva dato dimostrazione di essere migliore di lui.
    La dominatrice dell'acqua si bloccò, accorgendosi che qualcuno la osservava. Smise di dominare l'acqua e guardò in direzione di Ash. I due si fissarono per qualche istante.
    • Pare che abbiamo avuto la stessa idea- disse Ash sorridendo, nel tentativo di rompere quell'atmosfera.
    • Quando sarà stata l'ultima volta che ci siamo allenati insieme?- disse lei, ricambiando il sorriso- Ah, forse a Cristal City, quando tu hai imbrogliato per vincere- scherzò.
    Si riferiva alla volta che Ivi aveva dato qualche dritta al ragazzo. Però Ash sapeva che la ragazza cercava di omettere il loro vero ultimo scontro. Quando Misty aveva scoperto l'identità di Ash e lui si era visto costretto da Gary a scontrarsi con lei. Ma unendo le forze erano riusciti a scappare dalla nave e dalle grinfie di Gary. Così come a Cerulean City, collaborando erano riusciti a scappare dal Palazzo e dal Presidente.
    Era come un ripetersi di avvenimenti, una sorte di ironia del loro destino. Dover scappare dalla propria gente, rinnegare le proprie origini, solo per poter stare insieme.
    Scosse la testa. Ma che stava pensando? Non era certo questo il loro problema, mica erano una coppia. Assurdo.
    • Dawn e May ne avranno per un po'- disse Misty, interrompendo il silenzio- Che ne dici di ingannare il tempo?- uscì dall'acqua, ancora con i piedi bagnati. Si posizionò di fronte a lui e sorrise- Mi devi la rivincita, ricordi?
    • Per me va bene- annuì lui, sollevato di poter pensare ad altro.
    E un incontro con Misty, cosa c'era di meglio per distrarsi e mantenersi allenato? Si sgranchì le ossa delle spalle e si posizionò.
    Attaccò Ash per prima, lei schivò, saltò di lato e attaccò. Lui si spostò e lanciò un altro attacco, che per poco non la colpiva. Riprese l'attacco, ma Misty utilizzò l'acqua del lago, per creare un onda e investirlo.
    • Cascata!
    Lui bagnato, cadde a terra per la spinta dell'onda e riaccese con qualche difficoltà la fiamma alla sua mano destra. Lei imitandolo creò una sfera d'acqua e si lanciò all'attacco, nello stesso momento che lo faceva lui.
    I due stavano per scontrarsi frontalmente e nessuno dei due aveva rallentato la sua corsa. Si erano completamente calati nel combattimento.
    Uccidila
    Ma proprio nel momento che era a pochi centimetri da lei, ricordò contro chi si stava scontrando ed ebbe un istante di incertezza, che servì a lei per attaccarlo per prima. Lui ricevette il colpo in pieno e fu sbalzato indietro.
    • Perché non hai attaccato?- disse lei irritata. Ash si rialzò con lentezza- Andiamo Ash, so che puoi fare di meglio! Non avrai mica paura? Ci stiamo solo allenando. Come credi di poter affrontare i nostri nemici, se non provi a sforzarti. O non mi credi un avversaria del tuo stesso livello?
    Lui non seppe cosa rispondere. Non è che avesse paura. Non è che non volesse prendere sul serio l'allenamento. E Misty non era un avversario da sottovalutare, perfino in allenamento.
    Semplicemente, quando l'aveva vista così vicina non se l'era sentito di colpirla.
    Misty poteva anche essere forte, ma se Ash si faceva prendere dalla battaglia, temeva di ferirla per davvero. Da quando gli incubi lo tormentavano ancora con più insistenza, si sentiva meno sicuro di sé.
    Sopratutto quella voce...
    Ma come spiegarglielo a Misty? Si sarebbe sicuramente offesa e avrebbero finito per litigare.
    • Ash, sto per attaccare! Vedi di essere pronto- lo avvertì Misty seria e riprendendo a manovrare l'acqua.
    Attaccò al ragazzo, ma invece di contrattaccare, lui si limitò a schivare i colpi indietreggiando.
    • Ma che ti prende!- disse Misty arrabbiata- Che razza di allenamento è, se non tenti neanche di colpirmi!
    • Non posso!- gridò Ash, esasperato. Lei era più confusa- Ma non puoi capire...- e si voltò, abbandonando la battaglia.
    • Che cosa non capisco! Ash, spiegati!- gli gridò dietro- Non costringermi a usare le maniere forti per farti parlare- disse lei minacciosa.
    Non sopportava che Ash continuasse a non avere fiducia in lei, quando lei invece si era confidata. Non erano amici e compagni di viaggio? Perché si ostinava a comportarsi così?
    • Mulinello!- creò un vortice d'acqua che lo circondò, impedendogli di andarsene. Lui non si mosse e rimase di spalle.
    Poi lo raggiunse, ma lui balzò fuori e l'attaccò prendendola alla sprovvista. Usò fuocopugno e fuocobomba, in una sequenza di secondi, impedendo che Misty avesse il tempo di attaccare. Lei indietreggiò, evitando gli attacchi e sorridendo soddisfatta. In parte era felice che Ash avesse finalmente reagito, ma sentiva comunque che qualcosa non andava. Ash stava attaccando senza una logica e con mosse che alla lunga avrebbero danneggiato anche lui.
    Era come se...
    Cercò di guardarlo in faccia, ma l'unica cosa che riusciva a intravedere era un luccichio nei suoi occhi.
    Un attimo, ma i suoi occhi non erano del suo solito colore...?
    Nel momento in cui lei si distrasse per quel particolare, Ash aveva guadagnato terreno. Lei per schivarlo, scivolò su una piccola pozzanghera d'acqua e cadde per terra di schiena. Si fece male, ma non ebbe il tempo di lamentarsi, che Ash le era caduto addosso, bloccandola a terra e con un pugno infuocato pronto a colpirla nel cuore.
    Uccidila!
    Lei guardò impallidita la scena, non aveva la forza di parlare e sentì un brivido perquoterla nel corpo, fissando negli occhi il ragazzo. Poteva usare le sue gambe per liberarsi o sfruttare l'acqua del lago, ma temeva per la sua stessa incolumità e quella di Ash, e comunque non avrebbe fatto in tempo. Così agì d'istinto e liberandosi da una mano, toccò il petto di Ash e serrò gli occhi.
    Lui rimase immobile con la mano alzata e il fuoco che ancora ardeva.
    Misty riaprì gli occhi secondi dopo e vide il fuoco affievolirsi e il colore dei suoi occhi scurirsi.
    • Ash...- mormorò lei, con la voce ritrovata.
    Lui ansimò, abbassando la mano leggermente ferita e guardò la ragazza sotto di lui.
    Pareva smarrito ritrovandosi in quella posizione e con il corpo affaticato.
    • ...Misty? Cosa...?
    Lei spostò la mano dal petto del ragazzo, il cui cuore batteva forte, e sfiorò la sua guancia.
    Al dolce contatto, le guance di Ash si colorarono e si sentì pervaso dalla stessa sensazione che provava quando era così vicino a lei.
    Non capiva niente, era confuso...solo un attimo prima, lui...ma cosa stava facendo prima? Faceva fatica anche solo a ricordare cosa aveva fatto minuti fa.
    Ma la sua attenzione era invece catturata da un altro particolare. Misty era lì, a poca distanza uno dall'altro...da soli. Erano passati giorni, dall'ultima volta che si erano avvicinati così tanto. Nessuno dei due, prima di quel momento, aveva osato farlo. Forse per l'imbarazzo di quanto era accaduto o forse perché nessuno dei due aveva voluto accennare qualcosa a proposito. Era come se i fatti avvenuti al Palazzo, fossero finiti nel dimenticatoio. E con i nemici alle calcagne e in prossimità della loro meta, erano sempre circondati dai loro compagni.
    Forse era stato un bene, nessuno dei due pareva intenzionato ad affrontare l'altro. Come se si trattasse di un argomento tabù. Però ora, era come se il destino li avesse costretti ad un confronto.
    Lui mosse una mano sul viso di Misty, non capiva perché sentiva dolore nel muoverla ma non ci fece caso. Accarezzò la guancia di lei e sfiorò le sue labbra. Quelle stesse labbra che lo avevano tentato a Cerulean City, le stesse ora che parevano invitarlo a essere assapporate.
    Si morse il labbro inferiore e chinò la testa lentamente. Come poteva resistere, se il suo stesso corpo si stava muovendo da solo?
    • Non ricordi niente?- chiese lei d'improvviso, rompendo l'atmosfera creatasi.
    Lui si bloccò e la guardò spaesato, con il rossore delle guancie che non diminuiva.
    • C-cosa?
    Lei lo guardò dritto negli occhi, con quei suoi occhi color celeste, come se stesse cercando qualcosa in lui.
    Poi prese la mano con cui Ash le stava accarezzando il viso e la strinse delicatamente.
    • Devo medicarti la mano- disse lei, senza dare spiegazioni e costringendo il ragazzo ad alzarsi da lei e mettersi seduto.
    Lui la guardò confuso e imbarazzato, mentre Misty si rialzava e sostenendo ancora la sua mano lo avvolse in una bolla d'acqua luminosa. Il dolore che sentiva alla mano, pian piano diminuì. Non era la prima volta che la ragazza lo curava, ma rimaneva sempre sorpreso dalle tante cose che riusciva a fare, oltre a renderlo un completo idiota al suo fianco.
    Lei terminò e alzò lo sguardo su Ash.
    • Va meglio?- chiese Misty. Lui annuì sempre imbarazzato.
    Fino a qualche secondo prima era sul punto di lasciarsi trascinare dai sentimenti, finché Misty non lo aveva riportato sulla terra.
    Non capiva perché aveva la mano che gli faceva male e perché si era ritrovato così vicino a lei. Quasi sul punto di...
    Scosse la testa, terrorizzato. Non era possibile, se ne sarebbe accorto. E non l'avrebbe mai permesso. Però l'espressione di Misty, lo metteva in allerta...
    • Cos'è accaduto?- chiese lui serio. Ora che quella situazione incomoda tra i due si era affievolita, voleva riempire quei buchi di memoria.
    Lei lo guardò nuovamente e poi si mise in piedi, dandosi una spolverata dai vestiti.
    • Niente- disse lei tranquilla- Temo però che il nostro allenamento sia andato per le lunghe.
    Lui la imitò e si alzò. Non ricordava molto dell'allenamento...e come ci era finito sopra Misty?
    • Sicura che sia tutto qui?- chiese dubbioso, perché aveva l'impressione che Misty stesse occultando qualcosa.
    Lei lo guardò seria, sul punto di dire qualcosa.
    • Misty!
    Ash spalancò gli occhi, nel giro di un secondo, era apparso il biondino e aveva avvolto Misty con le braccia, stringendola affettuosamente.
    • Barry!- esclamò lei imbarazzata. Dal tono di voce, neanche lei se l'era aspettata. Barry l'aveva presa alla sprovvista- Mi hai fatto prendere un colpo!
    • Scusami- ridacchiò il biondino, tenendola sempre stretta da dietro le spalle- Brock mi ha mandato a cercarti, ma non ti trovavo. Ti dovrei dare come minimo una multa da 1000 dollari!- fece la voce risentita, ma poi tornò sorridente- Ma per te farò un eccezione e ti perdono.
    • Ehm...grazie, suppongo- disse lei incerta e sentendosi a disagio ad essere abbracciata dal biondino.
    • Okey, l'hai trovata- disse Ash serio, dopo che era rimasto lì ad assistere la scena, senza saper cosa dire- Ora, puoi lasciarla andare? Stavamo parlando, prima che ti precipitassi qui- il tono era chiaramente seccato e imbronciato.
    Non poteva credere con quale disinvoltura si rivolgeva a Misty. Quando invece lei era stata con lui così fredda e acida al loro primo incontro. Già, se lui si fosse comportato come Barry agli inizi, Misty lo avrebbe come minimo affogato. Eppure lei era cambiata molto da quel loro incontro.
    Il biondino intuì il fastidio di Ash e lo guardò con un sorrisino.
    • Qualche problema, dominatore del fuoco? Ti da problemi che io abbracci Misty?
    Ash spalancò gli occhi, un po' preso alla sprovvista da quell'affermazione così schietta. Stortò le labbra e diede una veloce occhiata a Misty.
    • No, per niente- lo fissò con disappunto. Si sentiva corrodere il fegato, ma cercò di non farci caso.
    • Bene, allora non ti darà problemi se me la porto via.
    • Eh?
    Barry con un veloce movimento, sollevò Misty e la prese in braccio.
    • Barry! Che fai! Fammi scendere!- si lamentò lei, rossa in viso. Si vergognava da matti in quella posizione.
    • Subito, appena ti avrò riportata da Brock- così dicendo, se la portò via in un lampo, lasciando Ash piantato lì e senza parole.
    Ash era esterrefatto con quale semplicità il biondino era comparso e si era portato via la ragazza. La sua velocità era incredibile, schivava con facilità i colpi e l'elettricità pareva non fargli danni. Ma in quanto combattere? Era in grado di affrontare un vero combattimento?
    Sentiva una strana energia perquotergli il corpo, la voglia di combattere, di affrontarsi con un tipo simile. Aveva dubbi che fosse forte, ma magari aveva dei colpi efficicaci. E non aveva digerito che quel ragazzino si era preso gioco di lui, ex-membro del Team Magma. E soprattutto non sopportava che cercasse sempre la compagnia di Misty. Non era già amico di Dawn e Kenny, perché girarle intorno se Misty era chiaramente a disagio? Qual'era il suo obiettivo?
    • Barry, fermati!- gridò Misty. Il biondino si fermò. In un lampo, erano arrivati al campo, dove si erano sistemati. Brock stava preparando da mangiare, mentre Dawn preparava l'abito, Melody l'aiutava e May si esercitava.
    I ragazzi rimasero per un secondo ad osservare la coppia che era appena comparsa davanti a loro.
    • Ehm, e questo che significa?- chiese May perplessa.
    • Niente!- Misty si liberò del biondino e cercò di ricomporsi. Aveva ancora i capelli in disordine sia per l'allenamento con Ash, che per la corsa di Barry- Potevo benissimo muovermi con le mie gambe- Poi guardò arrabbiata il castano- Brock, che ti è saltato in mente di chiedere a Barry di trascinarmi qui!
    • Eh, ma io non l'ho fatto...- fece lui perplesso e un po' divertito dalla situazione.
    • Che?- si voltò a guardare il biondino- Barry, perché mi hai detto una bugia!
    • Io ho soltanto eseguito gli ordini- alzò le spalle, guardando altrove. Misty lo guardò senza capire.
    • Oh! Sì, certo!- disse d'improvviso Brock, ridacchiando nervoso- Sono stato io a chiamarti.
    • Ma se hai appena detto...
    • Sì, sì...me n'ero dimenticato. Ecco...- sembrò pensarci su- Volevo avere un parere sul sapore del pollo dorato.
    • E lo chiedi a me?- si indicò incredule.
    • Già, lo chiedi proprio a lei?- ripetè May spaventata. Ricordava anche troppo bene le qualità culinarie della dominatrice dell'acqua.
    • Ometterò questo commento May- disse Misty offesa- Sicuro che non ci sia qualcosa sotto, Brock?
    Il ragazzo scambiò un occhiata con uno del gruppo e poi tornò tranquillo.
    • Certo che no, Misty. Mi fido del tuo parere.
    • In questo caso...- si arrese e si avvicinò a lui.
    Nel frattempo il ragazzo diede un'altra occhiata da un'altra parte, cercando di non farsi notare da Misty o dagli altri. Incrociò lo sguardo della castana dai capelli lunghi. Fece un cenno d'assenso e tornò alle sue faccende.
    • E' buono. Direi che può andare bene anche così- disse Misty. Il castano tornò a guardarla e a sorriderle.
    • Meglio così- ma non appena lei voltò lo sguardo altrove, lui tornò serio.
    Per poco non si faceva scoprire. Anche se Misty aveva qualche dubbio sulla sua bugia, non avrebbe indagato.
    Ed era meglio così, per il momento.
    Non poteva dirle la verità, che era Melody che aveva chiesto il favore a Barry di cercarla e riportarla indietro. E in quel caso, Misty avrebbe capito subito che le stavano nascondendo qualcosa.
    Però non poteva raccontarle cosa si erano detti lui e Melody, mentre lei era via.

    • Non hai raccontato tutta la tua visione?- fece sorpreso Brock.
    La castana scosse la testa. In quel momento non c'erano orecchie indiscrete ad ascoltare i loro discorsi e i loro amici erano impegnati in altro.
    • Non potevo- ammise lei- Quando ero in coma, ho avuto una serie di sogni...ma solo alcuni erano presagi- lo guardò preoccupata- Brock, temo di aver visto un futuro che non volevo conoscere.
    • E perché non ne hai parlato con Misty? Lei ti avrebbe ascoltato.
    • Perché questo riguarda solo la sorte di Misty.
    Lui divenne silenzioso e la guardò con sospetto. Lei allora gli raccontò il seguito della sua visione, con i particolari che aveva omesso nel racconto a Misty.
    Brock sbiancò e divenne ancora più serio.
    • ...Sei sicura?
    • Purtroppo sì. E temo che non potremo impedirlo.
    • Questo è assurdo...a cosa serve conoscere in anticipo il futuro, se non lo si può cambiare?
    • Noi sappiamo che il Signore del Fuoco interverrà con il suo esercito, ma nonostante tutto non potremo impedirlo. Conoscere i fatti, non sempre vuol dire poterli cambiare.
    Il castano si tenne le mani tra i capelli, frustato.
    • E' tutto inutile allora?
    • No Brock, io non ho visto come terminerà la guerra. C'è ancora una speranza di vincere. Dobbiamo solo impedire che gli eventi si affrettino. E per questo, bisogna tenere d'occhio Misty, finché non capirò come poter intervenire nel futuro, senza sconvolgere gli eventi.
    • Come potrò guardarla, senza sentirmi male per quello che mi hai raccontato?
    • Come credi che mi senta io? Pensi che sia stato piacevole tenermi questo per me? Ci ho provato a pensare a come impedirlo, ma gli eventi non possono essere fermati!- esclamò lei addolorata- Quando la mia maestra mi ha detto che avevo il dono della preveggenza, non ero ancora consapevole delle responsabilità di questo dono. Tutto quello che ho appreso da Gary è legato anche a Ash e allo stesso tempo a Misty. Avrei voluto non sapere niente, ma anche questo è il destino riservato a me- poi lo prese per mano- E ce la farai anche tu, Brock. So che sei l'unico che possa comprendere quanto sia importante non farne parola in giro. Per il Team Luce, per le persone...dobbiamo lasciare che i fatti accadano.

    Lasciare che i fatti accadano...Era realmente la cosa giusta da fare?
    In quel momento arrivò Ash e con malumore si sedette accanto a lui, con la faccia imbronciata.
    • Qualcosa non va?
    • No, niente- disse l'altro incrociando le braccia e dando una veloce occhiata alla ragazza dai capelli color arancio e al biondino che le parlava animatamente.
    Il castano alzò le spalle e continuò a preparare da mangiare. Il moro poi si voltò verso di lui.
    • Brock, tu credi che io sia cambiato?
    • Uh?- lasciò in sospeso la pentola e lo guardò- Certo. Non ricordi che solo tempo prima volevi la nostra morte? Ora però viaggiamo insieme con lo stesso obiettivo. Perché me lo chiedi?
    • Perchè...- Ash tornò a fissare davanti a sé-...ho come il timore che in realtà io non sia cambiato- Brock lo ascoltò attentamente- E' da un po' che l'ho notato, anche se sono con voi, non posso fare a meno di desiderare la battaglia, combattere con più avversari, spingermi fino al limite.
    • E questo pensi che sia un male?- gli sorrise un po' più sollevato- May e Misty hanno la tua stessa voglia di combattere. Voi tre avete una vera e propria passione, è come se vi sentiste veramente vivi solo confrontandovi con avversari forti. Per quanto io sia contrario a questo modo di agire, non ci trovo niente di strano.
    • Non intendevo questo...non è solo l'emozione della battaglia, è qualcosa di più- appoggiò il mento sopra la mano- Ho il timore di farmi coinvolgere troppo nelle battaglie.
    • Che intendi?- Brock tornò serio.
    • Fammi una promessa...se un giorno...se un giorno io non riuscissi più a controllarmi...- Brock stette in attesa- Fermami.
    Il castano non disse niente e seguì il silenzio tra i due, mentre osservavano i loro compagni.
    Conoscere i fatti, non sempre vuol dire poterli cambiare.
    Eh già. Come aveva detto Melody, quello era solo il preludio di ciò che li attendeva più avanti...