5 giugno 2009

Fic: Cap. 5

I segreti del cuore
By Misty99
CAP 5 - Il misterioso pokémon leggendario

Ash, Lucinda e Brock continuavano a far vedere l’albergo a Vera e a Misty. Avevano già fatto tutto:prima di tutto, avevano prenotato una camera per le ragazze, infatti Lucinda si era spostata dalla camera di Ash e Brock a quella di Vera e Misty, sapendo da Vera che doveva arrivare Drew. Poi aveva fatto vedere alle nuove arrivate la piscina, insieme a quelle due litro massaggio, il solarium, la sauna, i ristoranti di lusso, la sala da ballo, le camere, il bar, il cinema, i posti dove poter allenare i pokèmon che stavano sia all’interno sia all’esterno dell’hotel e tanto altro.
Insomma…quell’albergo era una favola, quindi Lucinda aveva ufficialmente deciso di rimanere lì con gli altri almeno per altre due settimane per “onorare” l’arrivo di Misty e Vera.

-Siete contente?- chiese Lucinda a Vera e a Misty, mentre camminavano, insieme a Brock e ad Ash.
Misty e Vera si guardarono con un sorriso, poi si rivolsero all’amica dicendo :-Certo che lo siamo-.
Vera in tutta quell’allegria si ricordò di nuovo quel problema. Il fatto che se non sapere se continuare ad essere una coordinatrice pokèmon o diventare una nuova allenatrice pokèmon.
-Io devo andare in camera per sistemare un po’ i bagagli, e non voglio trovare questo problema più tardi- mentì Vera con un mezzo sorriso.
-Okay- disse Brock vedendo la ragazza allontanarsi, poi si ricordò di una cosa –Devo chiamare Drew, per dirgli che la sua camera è già pronta-.
Il ragazzo dalla carnagione scura fece un saluto frettoloso agli altri prendendo il cellulare.
-Io invece vado a mangiare al ristorante- disse Ash.
-Di già?- chiesero Misty e Lucinda, poi aggiunse Misty –tanto fra circa un’oretta mangeremo.
-E allora? Pranzerò due volte- disse Ash con la sua solita ingenuità.
Le due ragazze caddero a terra quando sentirono la risposta del ragazzo.
Il ragazzo fece segno con la mano, e se ne andò verso il ristornate.
-“Ma infondo è rimasto lo stesso ingenuo di un tempo”- sorrise Misty ripensando a tutte le frasi buffe che aveva detto Ash durante i loro vecchi viaggi.
-Misty- la interruppe Lucinda dai tuoi pensieri.
-Sì?
-Qui vicino c’è un bagno, torno subito, ma vedi…è urgente- disse Lucinda incominciando a saltare.
-Vai, vai. Non devi chiedere a me, vai e basta- sorrise Misty.
Lucinda corse entrando nel bagno.
-Wow, mi puoi fare un autografo- disse una voce alle spalle della ragazza dai capelli arancio.
Misty si girò e vide un ragazzo dai capelli castani con due stelle al posto degli occhi, con un foglio di carta in mano, e un Prinplup che aveva la stessa espressione del padrone.
-Certo- sorrise Misty prendendo il foglietto di carta insieme alla penna -…e tu chi saresti?
-Kenny- rispose il ragazzo.
Misty iniziò a scrivere sul foglietto, e scrisse una semplice frase : “Per Kenny. Misty”
Poi ridiede il foglietto al ragazzo.
-Sai Misty, sono un tuo grande fan, ti ho visto molto spesso in tv- disse il ragazzo.
-Beh grazie- rispose imbarazzata la ragazza.
-Adoro i tuoi pokèmon, darei il mondo per sfidarti ad un incontro.
-Hmmm…si potrebbe tranquillamente fare, spero che sei un bravo allenatore- sorrise Misty.
-Davvero?! Sarebbe fantastico! Comunque io sono un coordinatore, non un allenatore.
-Allora…domani ci sfideremo. Ti va bene?- chiese Misty.
Prima ancora che Kenny potesse dare la sua risposta, la ragazza dai capelli blu uscì dal bagno.
-Beh Misty, continuiamo a passeggiare?- chiese la ragazza.
-L-Lucinda?- arrossì Kenny guardandola.
Lucinda si girò di scatto.
-K-Kenny?- arrossì Lucinda. E ora cosa avrebbe detto?


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-Gnam gnam- continuò a mangiare un ragazzo dai capelli corvini, con in spalla un Pikachu che mangiava di gusto dal piatto del ragazzo –buonissimo pure questo.
-Signorino, se continui così finisce che non abbiamo più niente da mangiare- disse un buffo cameriere con un ridicolo accento francese.
-Ma è così buono- insisté lui.
-Va bene…puoi continuare a mangiare- si arrese il cameriere, poi aggiunse un sorrisetto malizioso -…se prima paghi il conto.
Il cameriere mostrò un foglietto di tutto quello che aveva mangiato, e il ragazzo sbarrò gli occhi.
-240 sterline, ma io ce ne ho qui solo 24…- disse il ragazzo spaventato.
Il cameriere buttò fuori il ragazzo dal ristorante facendolo cadere sopra qualcuno.
-E non farti vedere più fino a stasera- urlò il cameriere da dentro il ristorante.
-Ahi- si massaggiò il ragazzo dai capelli corvini, poi notò che stava sopra qualcuno. Alzò lo sguardo e vide una sua amica.
-Vera? Che ci fai qui? Non eri andata a preparare i bagagli?- chiese il ragazzo togliendosi da sopra di lei.
-I-Io…Ash…stavo solo…- provò ad inventarsi qualcosa Vera, ma non le venne nulla in mente, e quindi scappò via, ma Ash la rincorse, e dopo riuscì a prenderla per un braccio.
-Vera, cosa è successo?- chiese Ash serio alla ragazza.
-…Niente Ash- si lamentò Vera provando a liberarsi dalla presa dell’amico, ma lui la strinse di più.
-Vera…dimmi la verità…siamo amici dopotutto, ti prego…non te ne pentirai- la pregò Ash.
Vera guardò Ash. Sembrava convincente, gli occhi del ragazzo…sembravano non mentire.
-Va bene- sorrise la castana.
-Allora, andiamo in camera tua- decise Ash.
E i due incominciarono ad incamminarsi verso la camera della ragazza.



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Brock cercò nella rubrica del suo cellulare, il nome “Drew”, e quando lo trovò, spinse il tasto verde e mise il telefono vicino all’orecchio. E dopo tre squilli finalmente il ragazzo ebbe una risposta da Drew.
-…Ciao Drew…come stai? …ah, stai già partendo con la nave…arriverai domani? …che notizia favolosa…comunque ti abbiamo prenotato la stanza, dormirai con me e con Ash…ciao…va bene, saluterò Vera, il tuo “amore” da parte tua…ciao di nuovo.
Così la chiamata finì.
-Dimmi dov’è la mia anima…- disse di nuovo quella voce misteriosa.
Brock si girò spaventato, ma non vide nessuno. Sapeva che quello che aveva sentito non era la sua immaginazione.
-Chi s-sei?- chiese balbettando per lo spavento il ragazzo.
-Sono l’essere perfetto, o meglio, non ancora, prima dovrò avere la mia anima- continuò la voce.
Brock non riuscì ad identificare da dove provenisse quella voce, proveniva da tutto e da niente contemporaneamente. Era molto misterioso…
Ma solo un essere poteva fare questo:un pokèmon leggendario.
-Sei un pokèmon leggendario?- chiese Brock guardandosi attorno
-Complimenti…hai indovinato…sei furbo…troppo furbo per i miei gusti…- disse il pokèmon.
-Cosa vuoi?- chiese Brock serio. Aveva capito bene che quel pokèmon leggendario aveva tutt’altro che buone intensioni. E questa sua anima? Chi era?
-Tu conosci Lucinda?- chiese il pokèmon.
Brock sbarrò gli occhi.
-“Come fa a conoscere Lucinda?”- pensò il ragazzo spaventato.
-Sì- rispose Brock con un filo di voce. Non avrebbe potuto mentire su questo. Un pokèmon leggendario sa tutto.
-Bene, visto che la conosci…ti ordino di dirmi dove si trova la sorella di Lucinda- gli ordinò il pokèmon con la sua voce misteriosa.
Brock sbarrò gli occhi ancora più di prima. Lucinda ha una sorella? Ma di quale universo stava parlando?
-Non so di che cosa stai parlando- ammise Brock –Io conosco Lucinda, ma non so nulla che ha una sorella-.
-Sembri sincero…ti lascio andare…ma ricorda:se dirai a qualcuno di me farai una brutta fine.
Quella atmosfera misteriosa svanì di colpo. Sembrava che il pokèmon leggendario se ne fosse andato.
Un vento freddo attraversò il corridoio dell’hotel dove stava Brock.
Lui era confuso e spaventato allo stesso tempo. Aveva capito benissimo che questo pokèmon sarà un prossimo nemico.
Sarà un grande pericolo per Lucinda, ma soprattutto, per sua sorella.
Brock corse verso il punto in cui aveva lasciato Vera, Lucinda, Ash e Misty. Doveva sapere al più presto notizie sulla sorella della ragazza dai capelli blu.


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Lucinda, Misty e Kenny stavano lì, nessuno dei tre parlava. Kenny era troppo imbarazzato per parlare a Lucinda, e viceversa.
Misty invece guardava i due.
-“Chissà perché si comportano così”- si chiese Misty pensando.
Quel silenzio venne interrotto da una voce.
-Lucinda- la chiamò Brock preoccupato.
Il ragazzo dalla carnagione scura si avvicinò ai ragazzi.
-Brock, sembri preoccupato…cosa è successo?- chiese Lucinda.
-Devi avvisare subito tua sorella, è in grave pericolo- disse Brock.
Lucinda e Kenny si guardarono e scoppiarono in una risata squillante.
-Dico sul serio- insistette Brock.
-Una sorella…questa si che è bella- rise Kenny. Non riusciva più a smettere.
-Ma…- provò a dire Brock. Poi si bloccò, non poteva dire del pokèmon a Misty, Kenny e a Lucinda. Altrimenti avrebbe fatto una brutta fine.
-Brock…io non ho una sorella, sono figlia unica- disse Lucinda asciugandosi le lacrime che le erano uscite a furia di ridere.
-Eh?-. Forse quel pokèmon aveva sbagliato Lucinda, poi scosse la testa.
-“No…”- pensò Brock fra sé e sé –“…un pokèmon leggendario non sbaglia mai. Comunque tutto questo è molto misterioso”-.


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Ash e Vera stavano seduti, nella camera della ragazza.
-Beh, allora, mi vuoi dire il tuo problema- chiese Ash alla ragazza.
Prima ancora che Vera potesse rispondere, Pikachu scese di scatto dalle spalle di Ash, e si mise in una posizione di difesa davanti alla porta. Gli uscirono delle scintille dalle sue adorabili guancie rosse, ma il topo sembrava tutt’altro che tranquillo.
-Pikachu, che ti prende?- chiese lui alzandosi.
-Forse è solo nervoso per tutto quello che gli hai fatto mangiare- ipotizzò Vera.
-No, non è da Pikachu comportarsi così- disse deciso Ash. Conosceva bene il suo pokèmon, e sapeva bene che non avrebbe fatto mai una cosa del genere.
Ci fu un atmosfera silenziosa.
-Pikapi- ringhiò il pokèmon avvicinandosi pian piano alla porta.
In quel momento la porta si sbarrò, e Pikachu venne spostato bruscamente da qualcosa di invisibile.
Un vento fortissimo fece volare tutte le carte che c’erano in giro.
-Pikachu!- urlò l’allenatore, vedendo il topo giallo sbattere contro il muro.
-Bene, forse sei tu ragazzina…- disse una voce misteriosa rivolta a Vera.
Una luce nera entrò nel corpo di Vera.
-Uaaaah- la castana si sentiva debole in quel momento.
Un attimo dopo la luce uscì dal corpo della ragazza.
-No…non sei tu la ragazzina che cercavo…devo trovare a tutti i costi la sorella di Lucinda- ringhiò la voce.
-Chi sei?- chiese Ash guardando la luce nera che si aggirava in camera.
-Sono un pokèmon leggendario, ovvero, Giratina
Ash e Vera sbarrarono gli occhi :-Giratina?- chiesero stupiti insieme.
-Sì…se troverò la sorella della vostra stupida amichetta, ovvero, la mia anima, potrò diventare, l’essere perfetto-.
La luce sparì, il forte vento non c’era più, Pikachu era svenuto e Ash e Vera rimasero scioccati.
-Ash…- disse con un filo di voce la ragazza-…ma Lucinda ha una sorella?
-No…- disse Ash pensieroso -…non mi sembra-.

3 giugno 2009

Fic: Cap. 4

I segreti del cuore
By Misty99
CAP 4 - Arrivo a Sinnoh

Vera e Misty stavano sui propri letti delle loro camere. Vera si stava ancora riprendendo dall’ “infarto” che le aveva dato Misty:dopo era riuscita a prenderla e le aveva urlato nelle orecchie di non dire mai più una cosa del genere, e nello stesso tempo la castana si stava leggendo un libro grandissimo che pesava molto, ma esso era molto appassionante.
Misty intanto dormiva beatamente sul letto. Stavano su un letto a castello:la ragazza dai capelli arancioni a quello di sopra, mentre la castana a quello di sotto.
In quel momento suonò il cellulare di Vera, ed ella rispose.
-Pronto?- rispose al telefono, poi le vennero due scintille agli occhi e le sue guancie diventarono rosse –Ciao Drew…sì, io sto bene, e tu? …cosa c’è?...DAVVERO?! C-ciao amore…
La castana spense il telefono, e dopo un qualche secondo lanciò un gridolino di gioia. Dalla sua felicità incontrollabile lanciò il libro pesante all’aria, e andò a finire dritto sulla testa si Misty, che si svegliò di colpo con un’enorme bernoccolo nel l’aveva colpita l’amica.
-Ahi…- poi continuò urlando –MA VERA SEI SCEMA PERCASO?
-Non sai che cosa è successo! Chebellochebello!- disse Vera con le due stelle al posto degli occhi.
-Che cosa…?- chiese facendo scendere un’enorme gocciolina dalla testa.
-Drew ci raggiungerà presto a Sinnoh, me l’ho ha promesso- sognò Vera ad occhi aperti.
Misty sorrise all’amica, e poi si ristese sul letto e chiuse gli occhi.


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Erano le dieci di sera, e Lucinda, ancora un po’ sottoshock, decise di andare a dormire. Era nervosa, molto nervosa. Aveva paura di incontrare Kenny, e quindi sarebbe stato meglio per lei nascondersi.
La ragazza dai capelli blu entrò nella camera e vide già i suoi compagni di viaggio che dormivano beatamente.
La ragazza si sedette sul letto, e si guardò attorno, poi notò un oggetto nella mano di Ash.
Lucinda si avvicinò e rivide nelle mani del ragazzo l’esca.
La ragazza dai capelli sorrise e si sdraiò nel letto e si addormentò con un’espressione molto triste.


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Il giorno dopo Misty e Vera si svegliarono contemporaneamente.
-Buongiorno Vera- le diede il buongiorno Misty.
-Buongiorno Misty- la ricambiò la castana.
Misty scese dalle scale, e in quel momento qualcuno bussò alla porta.
-Avanti- dissero le due ragazze contemporaneamente.
Un cameriere entrò con la colazione già pronta per tutte e due.
-Grazie- lo ringraziò Misty
-Cibo- disse Vera con un’altra volta le stelle negli occhi.
-Ah…comunque questa mattina a mezzogiorno saremo arrivati a Sinnoh- le avvisò il cameriere.
Le stelle negli occhi di Vera diventarono ancora più grandi delle precedenti mentre Misty si limitò a fare un sorriso, ma dentro di sé sentiva una felicità in limitata…un sentimento di allegria così grande che non si poteva nemmeno spiegare.
-“Ash…Brock…Pikachu…”- pensò lei immaginando i volti degli amici e del piccolo pokèmon giallo che lei adorava tanto.
-No signorina, se fosse in lei non esulterei così tanto per andare nella regione di Sinnoh- si rivolse il cameriere a Vera –c’è una nebbia incredibile.
-Dove ci fermeremo esattamente?- chiese Misty.
-Molto vicino all’hotel Kikurishi- rispose lui.
-Ehi Misty, in quell’hotel ci sono Ash, Brock e Lucinda- l’avvisò Vera.
-“Che bello! In quell’hotel ci sono Ash, Brock e…aspetta. Chi è Lucinda?”- pensò Misty.
Il cameriere se ne andò lasciando Vera e Misty da sole, e incominciarono a fare colazione sedute su un tappetino.
Vera prese una briosce e la incominciò a mangiare pensierosa.
Misty prese un cornetto al cioccolato, ma non riusciva a mangiarlo, pensava a questa Lucinda, e aveva paura…che rapporti aveva con Ash? Ma la cosa che la turbava di più era quel segreto che Misty teneva da quando se ne stava tornando dal Monte Luna verso la su regione…quel misterioso avvenimento.
Anche Vera era un po’ triste. Quando aveva visto la palestra di Misty ha iniziato ad odiare suo fratello Max. Pur essendo una coordinatrice, lei voleva avere la palestra di suo padre. Era confusa…dopo tutti questi anni, proprio in quel giorno, aveva capito che non sapeva ancora qual era la sua vera passione fra i due.
Le due ragazze sospirarono contemporaneamente.
Vera aveva il bisogno di sfogarsi dei suoi brutti pensieri, e anche Misty sentiva il bisogno di sfogarsi.
-“Devo dire a Misty i miei problemi. Forse lei mi potrà consolare”- pensò Vera.
-“Devo sfogarmi con Vera sul mio segreto. E poi devo chiederle informazioni su Lucinda”- pensò Misty.


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Le tre sorelle sensazionali, insieme a Tracey, mangiavano di gusto la loro colazione, quando ad un certo punto Daisy pensò ad una cosa e le andò di traverso un pezzo della colazione, e incominciò a tossire.
-Tesoro, stai bene?- chiese Tracey passandole un bicchiere d’acqua, e anche le altre due sorelle si girarono.
La bionda bevette il bicchiere e poi incominciò a parlare spaventata.
-Ragazze, non dovevamo lasciar andare Misty nella regione di Sinnoh- disse Daisy.
-Perché?- chiese Violet.
-Perché lì c’è…- Daisy fece un segno con le sopraciglia alle sorelle.
Violet non capì, ma Lily si mise le mani davanti alla bocca spaventata.
-Continuo a non capire, là ci sono solamente…- disse Violet, ma Lily le sussurrò qualcosa nell’orecchio.
-Oh mio dio…avete ragione- iniziò a preoccuparsi Violet.
-Poi quando lo saprà succederà il caos…-continuò Lily.
-E succederà il caos dei caos quando verrà a sapere che noi lo sapevamo- aggiunse Daisy.
-Di che cosa state parlando?- chiese Tracey confuso.
Le tre sorelle non badarono alla domanda del ragazzo, ma si precipitarono a prendere il telefono e a telefonare a Misty.
Dopo qualche minuto di silenzio si sentì la voce rassegnata di Daisy:-Ha il telefono spento…e succederanno tante di quelle cose che si dimenticherà di accenderlo…siamo in un brutto guaio…


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Erano le 11:45 e Ash, Lucinda e Brock avevano finito di fare colazione, e ognuno stava andando per i fatti suoi:Ash ad allenare i suoi pokèmon, mentre Brock cercava una bella ragazza.
Lucinda rimase sola e indaffarata, infatti andò all’hall dell’albergo e si sedette su una poltrona.
Iniziò a giocherellare con le mani, poi si scocciò e tirò fuori dalla pokèball il suo amato Piplup.
-Piplup!- esclamò lui.
Lucinda non rispose, si limitò a fargli un debole sorriso. La ragazza dai capelli blu non riusciva a togliersi dalla mente Kenny e le sue parole. Non voleva incontrarlo, chissà che guaio sarebbe successo. Quindi era meglio per tutti e due non fare niente. Poi Lucinda non credeva che Kenny avrebbe fatto il primo passo:era così timido in queste cose.
La ragazza prese fra le braccia Piplup e lo coccolò.
Ad un certo punto Kenny si levò completamente dai suoi pensieri e le venne in mente Misty.
-“Devo avere più informazioni su questa ragazza”- pensò Lucinda –“e devo capire che guaio ha combinato Vera”
(SE NON VI RICORDATE CHE LUCINDA LO SAPEVA DATE UN OCCIHATA AL CAPITOLO 2)
Lucinda si alzò, prese le pokèball e tirò fuori anche Pachirisu, Buneary e Aipom.
Lucinda si alzò in piedi e andò fuori. Anche se c’era la nebbia, sarebbe comunque riuscita a tenere d’occhio la situazione.


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-Sono le 11:50, fra dieci minuti arriveremo a Sinnoh- desse una grande cornetta nella nave.
Misty e Vera erano pronte con i loro zaini in spalla, e Misty aveva il suo dolce Azurill fra le braccia.
-Azurill- disse il pokèmon accoccolandosi di più fra le braccia della padrona.
Vera aveva un sorriso smagliante sulla faccia.
-Sei contenta?- chiese Vera voltandosi verso l’amica, ma la trovò con un volto pieno di lacrime.
-Queste sarebbero lacrime di gioia o di tristezza?- chiese Vera un po’ preoccupata.
-Lacrime di gioia, ovvio- le rispose Misty asciugandosi le lacrime con il braccio.
Le due stavano sul bordo della nave, insieme a tanta gente. Si vedeva il mare, e anche l’isola, ma con tutta quella nebbia si vedeva ben poco.
I capelli delle due svolazzavano nel vento, anche se Misty aveva una coda laterale e Vera una bandana verde.
Appena la nave toccò terra, alcune persone incominciarono a scendere.
-Vedi?- le indicò una struttura che si vedeva appena –Stanno tutti lì. In quell’hotel…-.
-“Tutti…Ash, Brock, Pikachu e…Lucinda”- pensò Misty.
La ragazza dalla coda laterale strinse più verso a sé il piccolo Azurill.
-Azu…-fece lui il suo verso.
-Però che nebbia- aggiunse Misty, e tutte e due incominciarono ad incamminarsi, e, appena toccarono terra, insieme a tanta altra gente, la nebbia di colpo sparì, e uscì un grande sole splendente.
Tutta la gente si guardò confusa e sorpresa.
-Che bello…- si meravigliò Lucinda guardando verso l’alto, poi assunse uno sguardo serio -e molto misterioso.- aggiunse.
-Perfetto…sento il potere…è nei dintorni- disse di nuovo la stessa voce misteriosa che stava cercando la sua anima (NEL CAP 2).
La ragazza, insieme ai suoi pokèmon, notò la nave e la gente che usciva, e notò una ragazza con una bandana verde e un completino arancione.
-“Vera…”- la riconobbe Lucinda sorridendo, e si precipitò verso di lei.
-Vera, Vera, Vera, Vera…- la continuava a chiamare in comìntinuazione.
La ragazza dalla bandana verde riconobbe la voce di Lucinda, e si voltò.
-Uè!- esclamò salutandola la castana.
Misty si girò e vide la ragazza dai capelli blu. Ebbe uno strano effetto dentro di sé, come se l’avesse già vista, molto tempo fa…anche se non sapeva il perché, l’aveva già vista e basta.
-Ciao Vera- la salutò Lucinda raggiungendola, poi notò la ragazza dai capelli arancioni.
-“…Misty”- pensò lei fissandola.
Anche per Lucinda, la ragazza con la coda laterale non era una sconosciuta. Anche lei si sentiva che l’aveva già vista da qualche parte molto tempo fa…Ma dove?
-Tu devi essere Misty- disse Lucinda.
-Sì, sono io. E tu?- chiese la rossa.
-Lucinda, piacere- disse la ragazza porgendo la mano.
Misty le fece un sorriso sincero e spontaneo, e le porse la mano. –Piacere- poi aggiunse.
-Vieni, non crederanno ai loro occhi quando Ash e Brock ti vedranno- disse Lucinda iniziandola a tirare per un braccio, seguita da Vera.
-Ah…ma come hai fatto a riconoscermi?- chiese Misty alla ragazza dai capelli blu.
-Beh, che domande- parlò Lucinda senza fermarsi e continuandola a tirare –Ash sta sempre appiccicato all’esca che gli hai regalato-.
-Davvero?!- chiese Misty arrossendo lievemente sulle guancie. Questo voleva dire che sentiva la sua mancanza? Sentiva una grande felicità dentro di sé.
Le ragazze presero l’ascensore e poi si ritrovarono davanti alla porta della camera di Ash, Lucinda e Brock.
Lucinda sbirciò da un buchino, e vide che c’erano tutti e due.
-Ok Misty. Voglio fargli una sorpresa—sussurrò Lucinda alla ragazza –tu nasconditi vicino alla porta, e io entro con Vera, poi aggiungerò che c’è un’altra ragazza e lì uscirai tu ok?-.
-Va bene- accettò Misty nascondendosi dietro alla porta.
-Posso entrare?- chiese Lucinda.
-Sì Lucinda- le ripose Brock.
La ragazza dai capelli blu entrò insieme a Vera.
-Vera- urlarono di gioia i due ragazzi abbracciandola calorosamente.
-Ciao ragazzi. Come va?- chiese lei.
-Bene- rispose Brock.
-Anche io…bene…-disse Ash incerto.
-Ah ragazzi. C’è un’altra ragazza che è venuta a trovarci- disse Lucinda emozionata. Non vedeva l’ora di vedere che faccia avrebbero fatto Ash e Brock quando l’avrebbero vista.
-Puoi uscire- chiamò Lucinda la ragazza.
Da dietro la porta uscì Misty, con le lacrime agli occhi. Non ci credeva…gli aveva davanti agli occhi.
I due ragazzi sbarrarono gli occhi quando la videro. Si sentivano una grande gioia in loro. Ma allo stesso tempo erano sorpresi.
Brock si avvicinò alla ragazza e la abbracciò calorosamente.
-È un piacere vederti- disse lui.
-Anche per me- disse la ragazza ricambiando l’abbraccio dell’amico.
Appena si distaccarono Misty guardò Ash e viceversa.
-“È diventato un ragazzo bellissimo”-pensò lei arrossendo lievemente in viso.
-Misty, ma sei proprio tu?- chiese lui sorpreso e felicissimo.
-Sì Ash. Proprio io. In carne ed ossa- sorrise Misty con le lacrime agli occhi.
Ash corse verso di Misty e la abbracciò affettuosamente.
-Spero di esserti mancata- bisbigliò Misty nell’orecchio del ragazzo che arrossì, e la abbracciò più forte.
Dopo essersi staccati Misty incominciò a parlare :-È il piacere dei piaceri vedervi.
-Idem- dissero Ash e Brock.
-Allora…è ancora mattina- disse Brock –e per fortuna la nebbia se n’è andata proprio nel momento in cui siete arrivate voi…
-Eh eh eh…che coincidenza- rise nervosamente Misty, senza un perché.
-…come stavo dicendo- continuò Brock –potevamo far vedere a Vera e a Misty l’albergo.
-Sì, sì- dissero la castana e la rossa allegre.
-Beh…che aspettate?- chiese Ash agli altri –andiamo!